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Brescia. Dopo il grande successo della prima edizione, che ha portato alla raccolta di più di 200 mila euro grazie al lavoro di volontari, donatori e dei tanti partner dell’iniziativa, sabato 30 e domenica 31 marzo la Fondazione Umberto Veronesi torna nelle piazze di tutta Italia per la seconda edizione de “Il Pomodoro. Buono per te, buono per la ricerca”, per raccogliere fondi a sostegno della ricerca scientifica sui tumori pediatrici.

Oltre 160 piazze d’Italia per la seconda edizione, con una donazione minima di 10 euro riceverai una confezione composta da tre lattine di pomodoro (pelati, polpa, pomodorino) e tre ricette dello chef Gennaro Esposito, e contribuirai alla lotta contro i tumori pediatrici.

Elenco delle piazze.

Ogni anno, nel mondo si ammalano di cancro circa 250 mila bambini. In Italia, le nuove diagnosi di tumore sono circa 1.400 nei bambini fino a 14 anni e 800 negli adolescenti tra i 15 e i 19 anni (dati Airtum).

Grazie al tuo prezioso aiuto e a quello di centinaia di volontari, potremo lavorare all’individuazione di terapie sempre più efficaci per donare speranza a tanti bambini e alle loro famiglie.

La ricerca scientifica ha fatto tanto, ma ha bisogno che continuiamo a sostenerla. Per questo motivo Fondazione Umberto Veronesi nel 2019 si impegna a:

• finanziare ricercatori impegnati a trovare le migliori cure per i bambini e adolescenti malati di tumore
• sostenere cure innovative sui tumori pediatrici grazie all’apertura di protocolli di cura all’avanguardia

La Fondazione Umberto Veronesi nasce nel 2003 su iniziativa di Umberto Veronesi e di molti altri scienziati e intellettuali di fama internazionale, fra cui 11 premi Nobel, con lo scopo di promuovere la ricerca scientifica di eccellenza e progetti di prevenzione, educazione alla salute e divulgazione della scienza.

“La scienza è lo strumento più potente di cui l’umanità dispone per migliorare la qualità e la prospettiva di vita delle persone” Umberto Veronesi

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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