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Finalmente la primavera è arrivata ed è anche il momento di dedicarsi al nostro tappeto erboso.
La prima cosa da fare è quella di controllare la temperatura nell’aria e nel terreno per consentire una buona cura e gestione del nostro prato.

In presenza di temperature intorno ai 10° C di massima e con minime superiori a 0° C si può procedere con il “taglio di ripresa”. Quest’intervento è necessario per asportare le punte gialle prodotte durante l’inverno e, in ogni caso, a rivitalizzare il prato. Si precisa che deve essere tolto il minimo indispensabile e cioè non più di un terzo dell’altezza dell’erba.
Dopodiché si procede ad arieggiare il terreno passando con una macchina da verticut in più direzioni incrociate: tutti i tessuti secchi, malati, ingialliti rappresentano una fonte pericolosa di malattie.

Se osservate che il vostro prato è rado o particolarmente degradato nel corso della stagione invernale allora potete procedere anche alla trasemina ovvero all’introduzione di nuovi semi mirati al rinfoltimento del tappeto.

A chi non piace correre su un bel tappeto erboso, verde, denso ed uniforme a piedi nudi d’estate?
E’ necessario, quindi, una buona fertilizzazione: anche in questo caso è la temperatura l’elemento fondamentale per una buona riuscita della concimazione.

Privilegiate prodotti contenenti prevalentemente azoto nitrico in grado di essere assorbiti anche con basse temperature, anziché concimi contenenti azoto ureico, ammoniacale. Questi prodotti vanno somministrati con il metodo del “cucchiaino” ovvero secondo il concetto del poco e spesso: dieci grammi per un metro quadrato.

E’ opportuno fertilizzare ogni quindici giorni e prestando attenzione a distribuire il prodotto con cura onde evitare ustioni o disomogeneità cromatica (zone più o meno verdi). Dopo ogni fertilizzazione è consigliato bagnare il tappeto per consentire un rapido scioglimento del prodotto se è granulare, altrimenti aspettare almeno due ore dal trattamento.

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