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Yulin, Cina. Mentre nel resto del Mondo si festeggia l’arrivo del solstizio d’estate, a Yulin una città della Cina meridionale nella provincia di Guamgxi, il primo giorno d’estate è l’inizio di un macabro rituale: “il festival della carne di cane”, che viene venduta o servita già cotta agli abitanti della zona che accorrono per la “festa”.

Proprio così! Nonostante sia rivoltante la notizia, e da tempo le associazioni animaliste si battono perché il raccapricciante rito venga soppresso, anche quest’anno la mattanza inizierà tra pochi giorni. Gli abitanti di Yulin e dintorni, una metropoli di 5 milioni di abitanti, si appellano alla tradizione, che sembra trascini l’usanza da secoli, anzi da mille e cinquecento anni (in quel tempo in molti luoghi del mondo c’erano anche i cannibali) e migliaia di cani sono già in arrivo per finire nel menù!

Mentre nel resto del Mondo il cane è il migliore amico dell’uomo, la pratica di mangiare carne di cane, non solo nel corso del Festival di Yulin, in Cina sembra una consuetudine che desta sconforto e indignazione: sarebbero 25 milioni ogni anno i cani macellati ancora in Cina a scopo alimentare.

La notizia dell’imminente rinnovarsi del rituale ha scatenato le proteste sul web, e non solo di  animalisti o di associazioni, sono nate petizioni che stanno raccogliendo consensi in tutto il pianeta per porre fine alla “tradizione culinaria”.

Change.org ha lanciato la petizione che si sta incrementando di firme di ora in ora per scongiurare che l’orripilante rituale sia rinnovato. In Italia Change.org è sostenuto nella raccolta firme dall’associazione Alza la Zampa che chiede: “noi di Alza la Zampa abbiamo bisogno che le voci e le zampe del mondo si sollevino per aiutare a vietare il festival Yulin della carne di cane che inizierà il 21 giugno, 2015. Innumerevoli vite di cani saranno sacrificate per compiere una disumana tradizione che è stata tollerata per molti anni ed è giunto il momento che questo orrore finisca.

Questo brutale “Festival” coinvolge quello che alcuni chiamano l’assaggio di “delizie” come spezzatino di carne di cane, ciò consentirà di aumentare il rapimento dei randagi e di animali domestici e anche di aumentare le prigioni disumane delle aziende agricole dove si alleva carne di cane – luoghi in cui i migliori amici dell’uomo sono allevati per essere mangiati, dove migliaia di cani soffrono, vengono macellati, picchiati a morte, scuoiati vivi e mangiati. Il tempo stringe e la massiccia uccisione dei cani potrà presto avere luogo, dobbiamo unire le nostre voci e sollevarci non solo per salvare le vita dei nostri amici a 4 zampe. Solleva la tua zampa oggi e agisci!”

La LAV (Lega Antivivisezione) ha mandato una lettera all’ambasciatore della Repubblica Cinese a Roma: affinchè non autorizzino la “sagra della carne”, così come avvenuto nel 2011 a Jinghua dove, a seguito delle proteste dell’opinione pubblica, l’analoga manifestazione non fu autorizzata. All’Ambasciatore cinese ha chiesto di farsi portavoce presso le autorità competenti della Repubblica Popolare Cinese delle richieste di proibire il consumo di carne di cane, consumo proibito già a Taiwan, nelle Filippine, a Singapore e a Hong Kong, e di quella di gatto, e di emanare interventi legislativi e pratici a tutela degli animali, che ne garantiscano il benessere e il rispetto quali esseri viventi.

 

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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