Verona. “Il re che aveva paura del buio” è uno spettacolo per imparare a vincere le proprie paure e affrontare l’ignoto per bambini dai 4 anni, a cura della Fondazione AIDA. Ma senza buio come possono vivere le lucciole? E i sogni? Il re che aveva paura del buio è un breve ma intenso evento per bambini dedicato al sentimento della paura del buio, un sentire che può imbarazzare soprattutto nella crescita personale e sociale. Ma è anche un’opportunità.

Dedicato agli aspetti positivi della notte, come i sogni, questo evento è in programma domenica 21 febbraio con repliche alle ore 16.00, 17.00 e 18.00 su Zoom (massimo 30 accessi per rappresentazione, durata 30 minuti).

Prezzo per accesso 7 euro. Possono partecipare più persone che utilizzano un solo dispositivo. Biligetti disponibili sul sito ufficiale. Per consentire l’interazione con i bambini sono previsti massimo 30 accessi a replica. Al momento dell’acquisto verrà inviata una mail con i dettagli per il collegamento.I rimborsi verranno accettati solo se vengono richiesti entro 24 ore prima dell’inizio dello spettacolo scrivendo una mail a fondazione@fondazioneaida.it.

Il re che aveva paura del buio è una favola originale, scritta e interpretata da Mariangela Diana, premio Hystrio alla vocazione 2019, allestita con Fabio Bersan, tecnico, e Stefano Piermatteo, consulente digitale. Le ispirazioni nascono dal racconto “L’ombra” di Hans Christian Andersen, dalla favola “Fioccobianco e i rumori della notte” di Anna Oliviero Ferraris.

I bambini avranno la possibilità di percorrere un viaggio virtuale tra ambientazioni e suggestivi scenari alla ricerca degli animali notturni e imparare con loro che l’ignoto, rappresentato dall’oscurità di una grotta, può essere facilmente affrontato. Bastano un pizzico di coraggio e una luce che illumina il sentiero. Nell’entrata nella grotta, le torce saranno i mille occhi degli animali nascosti, le voci creeranno un tappeto musicale di gufi, lupi e volpi che sarà proprio “la platea rappresentata dai bambini” a invocare.

“Privarsi del buio e della notte – spiega Mariangela Diana, autrice e interprete – vorrebbe dire non conoscere gli altri mille colori del cielo, gli animali notturni e le stelle cadenti. Il buio di una stanza scatena le fantasie spesso negative e più spaventose: streghe, fantasmi e mostri sotto il letto sono sempre stati i nemici notturni. L’incontro vuole essere scoperta invece delle fantasie più dolci e rassicuranti che arrivano dalla notte, come il riposo dopo una lunga e stancante giornata, delle lucciole, protagoniste di questa favola e soprattutto dei sogni, vividi e reali soprattutto di notte.

Rilevante è anche il rispetto dei luoghi e delle paura altrui. Non si chiede di eliminare o demonizzare la paura, ma saperla riconoscere e affrontarla con delicatezza e comprensione. E accanto il rispetto di un mondo che vive quando noi siamo addormentati, impegnati a sognare”.

Tenete a portata di mano una piccola torcia, una luce che vi guiderà in questo viaggio!

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.