Tempo di lettura: 2 minuti

Bussolengo, Verona. I popoli africani tramandano che i leoni dal manto candido giunsero dopo la scomparsa di una regina dei capelli d’argento, per questo considerati messaggeri del divino. Gli sciamani credono che ucciderli sia un sacrilegio.

Nel caso di Blanco, per una volta, scienza e credenza concordano. Il corpo di Blanco e, forse il suo spirito reale, è ancora seduto accanto alla leonessa che accudisce il proprio piccolo, nella sezione che ospita la storia dell’evoluzione.

Perfetto in tutta la sua imponenza, che in vita sfiorava i 200 chili di peso: è dal piano -1 del Museo delle Scienze di Trento che Blanco continuerà a vivere e raccontare la storia degli ultimi leoni bianchi del Kruger, sacri alle leggende africane e ambiti trofei di bracconieri e trafficanti.

Fino al giorno della sua morte, il 26 giugno dello scorso anno, Blanco ha vissuto al Parco Natura Viva di Bussolengo da leone bianco più vecchio d’Europa, maschio dominante di tre femmine dalle quali si è guadagnato sempre rispetto e considerazione. Da ieri mattina, è uno degli animali esposti al MUSE con tutta la sua pelliccia, criniera e scheletro.

“Esiste un ruolo che gli esemplari di specie a rischio di estinzione possono condurre anche oltre la propria vita – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo – e Blanco ne è l’esempio. I suoi simili in natura, colpiti da una forma di leucismo che rende loro il manto bianco e gli occhi dorati o azzurri, sono stati avvistati per la prima volta nel 1938 e dal quel momento, sono stati oggetto di caccia illegale e commercio d’ogni genere.

La scienza li ha classificati solo negli anni ’70 e oggi, sopravvivono in 13 nell’area originaria del Timbavati, oggetto di una protezione altissima”. Va da sé che il patrimonio genetico di Blanco era prezioso in vita per la sua prole, ma è un contributo inestimabile per la scienza anche dopo la sua morte.

“Ed è proprio per continuare a mantenere un patrimonio genetico che in natura è sull’orlo della scomparsa, che il nostro “re” ha due successori”, continua Avesani Zaborra. “Ermelo e Madiba sono due splendidi giovani maschi di leone bianco, due degli 81 esemplari presenti nei parchi zoologici d’Europa, giunti da un parco francese per costituire un branco con Safia, Lubaja e Kianga.

Trascorrerà ancora del tempo prima che le tre possano accettarli ma quando accadrà, la storia dei leoni bianchi del Kruger avrà ancora un futuro”.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *