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Ferrara. Una mostra per scoprire l’universo pittorico di Augusto Daolio: Il respiro della natura  alla Palazzina Marfisa d’Este, la mostra ferrarese metterà infatti in luce un aspetto meno noto del musicista, fondatore e voce dei Nomadi. Con Il respiro della natura sarà possibile avvicinarsi al mondo onirico e simbolico dell’artista, nel quale si coglie una personale riflessione sul rapporto tra uomo e natura e sulla travolgente e ineffabile bellezza del creato.

Fondatore e voce dei Nomadi, Augusto Daolio (Novellara, 1947-1992) è stato anche un eccellente pittore e disegnatore di radice surrealista. 

«Ho sempre ascoltato molto, guardato, osservato, e mi sono sempre lasciato sedurre dalla natura, sentendomi parte di essa. Fisicamente, voglio dire. Ho provato stordimenti e capacità visionarie. Mi sono abbandonato agli odori della terra, dell’erba, della corteccia degli alberi. La mia piccola natura sente tutto lo sconvolgimento di un temporale di primavera».

L’urgenza di raccontare questa “condizione” e l’interesse, emerso in tenera età, per il disegno lo hanno portato a concepire, nella sua breve ma luminosa vita, le opere esposte in mostra.

La principale fonte d’indagine e d’ispirazione è la natura, intesa come insieme di tutte le cose che nascono, vivono e si trasformano, uomo compreso, «non sempre visibile» nei suoi «spaesati» paesaggi, «ma che», sottolineava, «sa mescolarsi alle cose, scambia i ruoli, diventa cavallo e albero».

L’artista illustra un mondo onirico, magico, fortemente evocativo e simbolico, nel quale si coglie una personale riflessione sul rapporto e la continuità tra uomo e natura, sulle connessioni e le affinità tra gli esseri viventi e inanimati, e sulla stupefacente, travolgente, e ineffabile, bellezza del creato. Realtà e fantasia si fondono in immagini accuratamente delineate con le quali Daolio indaga ciò che chiamava «il piccolo grande mistero delle cose, degli oggetti e dei sentimenti […] del tempo di sempre».

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.