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Brescia. Diego Saiani ritorna ad esporre le sue opere recenti a Brescia, ospite della Galleria dell’Incisione dal 21 febbraio al 12 aprile. La sua prima mostra era stata organizzata proprio dalla Galleria dell’Incisione di nel ’75, con il sostegno di Giuseppe Bergomi e Vittorio Sgarbi, poi Paolo Baldacci e Philippe Daverio lo invitarono ad esporre per “Primavera ’89” alla Galleria Jannone di Milano. Esporrà di nuovo alla Galleria dell’Inciosione nel 2000 e nel 2003 presentato da Philippe Daverio.saiani

La storia di quest’artista bresciano, nato a Nave nel ’46, è un amore smisurato per l’arte, a vent’anni frequenta l’Accademia di Firenze, nel ’75 si trasferisce a Prato, dove per vivere è costretto a svolgere lavori precari, un posto più stabile come operaio elettricista. Negli anni ’80 riprende a dipingere e a disegnare con più regolarità e nel ’90 vince il XXX Premio Suzzara; nello stesso anno Vittorio Sgarbi organizza una retrospettiva a Palazzo Pretorio, a Prato. Nel ’91 Sgarbi presenta un gruppo di opere al Palazzo delle Esposizioni di Roma e l’artista è invitato alla IX rassegna Nazionale d’Arte Contemporanea “Proposte d’Arte 1991” a Piacenza.

Alla Galleria dell’Incisione inaugura una nuova mostra il 21 febbraio “Diego Saiani. Opere recenti”. Dopo quasi dieci anni dall’ultima mostra a Brescia, Saiani, propone una selezione di suoi lavori recenti: dipinti ad olio su cartone, coloratissimi, segnati da un’identità forte e riconoscibile.saiani 1

Si tratta di un nucleo omogeneo di circa quaranta lavori, realizzati nel 2014, di piccolo e medio formato, che in modo efficace tracciano il profilo dell’attuale riflessione stilistico-tematica dell’artista. Sono brevi racconti dominati dal dialogo dei personaggi che ne abitano gli spazi; figure allungate, essenziali, prive di elementi accessori, a volte al limite della semplificazione geometrica, che si incontrano nella matericità di una pittura densa e pulsante.

Nei soggetti, che spesso suggeriscono iconografie sacre, si legge la memoria della tradizione della grande pittura senese del Trecento e del Quattrocento, ma le deposizioni, le natività, le annunciazioni di Saiani si compiono nella dimensione raccolta e umile di un mondo provinciale, contadino, lontane da un sentimento religioso. Sono più che altro incontri, attese, partenze suggerite e a volte solo evocate in un sottile equilibrio tra astrazione e figurazione. I protagonisti delle sue storie si muovono con una grazia delicata e gentile, lenti, sospesi nell’armonia di una composizione solida e misurata.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo con un testo di Marco Vallora.

 

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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