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Alpi Orobie bergamasche. Mentre infuria la polemica per la decisione delle provincie autonome di Trento e Bolzano di approvare una legge che consente di uccidere lupi e orsi, sulle montagne nostrane è partita  la terza edizione del Progetto Pasturs , iniziativa sostenuta dal WWF volta a facilitare la coesistenza tra i grandi carnivori e le attività di pastorizia.Dopo il successo della precedente edizione, vedi articolo Popolis, anche quest’anno sono ben 50 i volontari, provenienti da tutta Italia, che trascorreranno una o due settimane in alpeggio, dopo essere stati formati per conoscere adeguatamente i problemi relativi alla presenza dei grandi predatori nelle zone rurali e poter contribuire al meglio al sostegno dei pastori nelle attività quotidiane.In particolare, li supporteranno nella gestione dei metodi di prevenzione più adatti per la riduzione dei possibili danni, come reti elettrificate per la notte e cani da guardiania appositamente addestrati per la difesa di greggi e mandrie. Migliorare la convivenza tra pastori e grandi predatori è la strategia più adatta per ridurre diversi rischi: quello per le attività zootecniche locali derivante da possibili incursioni e quello di estinzione di specie protette.Il cuore del progetto è l’incontro tra volontari e pastori. Il tutto permette alla comunità locale di pastori di differenziare positivamente i propri prodotti grazie a un piano di marketing territoriale e consente un rilancio dell’economia locale basato sulla sostenibilità ambientale.

Sul lungo termine si riduce la diffidenza tra mondo della montagna e ambientalista, creando un ambiente favorevole al proseguimento di attività economiche tradizionali tipiche della comunità locale e alla conservazione dei grandi predatori.Ma non solo le Alpi, nei paesaggi dolci della Maremma  grossetana, 7 volontari selezionati sono pronti a supportare gli allevatori virtuosi di DifesAttiva nelle loro attività quotidiane, in una delle zone a più alto impatto di predazione da lupo, contribuendo a mantenere alta la qualità dei prodotti tipici della zona, in primis il famoso pecorino.

Recenti dati hanno dimostrato che, nelle Alpi marittime, con l’utilizzo di tecniche di prevenzione integrata, come cani, recinti o ricoveri notturni, presenza del pastore, i danni al bestiame si riducono fortemente: metà degli attacchi si concentra in  allevamenti senza alcun sistema di prevenzione, mentre solo il 15% avviene in allevamenti con due sistemi e meno dell’1% in aziende con tre sistemi.In questo modo, in Provincia di Cuneo, dal 2000 ad oggi le vittime sono calate del 70%, nonostante i branchi di lupo presenti siano passati da uno ad undici. Risultati simili in Maremma (dati finali del progetto LIFE MedWolf): con l’utilizzo di cani da pastore e ricoveri notturni, in soli tre anni danni ridotti del 47%, con l’81% degli allevatori che si dichiara soddisfatto e giudica le recinzioni un valido strumento per ridurre il rischio di predazione, nonostante necessitino di una gestione costante.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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