Parma. Un dialogo, sereno, tra la vita e la morte, una riflessione attraverso il colloquio interdisciplinare e trasversale fra differenti ambiti, è l’ardito compito dell’evento “Il Rumore del Lutto”, la prima rassegna culturale in Italia e in Europa di ricerca sul tema del lutto a cura di Maria Angela Gelati e Marco Pipitone. L’edizione di quest’anno, che si svolge in vari luoghi della città, non poteva che scegliere la data dal 30 ottobre al 4 novembre, a cavallo della giornata della commemorazione dei morti.

È “Passaggi” il tema della tredicesima edizione de “Il Rumore del Lutto, nata nel 2007 da un progetto di Maria Angela Gelati, tanatologa, formatrice e giornalista, e Marco Pipitone, dj, critico musicale e fotografo, e promossa dall’associazione Segnali di Vita, la rassegna presenta un vasto programma con circa 100 ospiti e 48 eventi che spaziano dalla musica all’architettura, dall’arte al teatro, dalla letteratura al cinema, dalla psicologia alla medicina, per un pubblico di adulti e bambini e quasi tutti a ingresso libero.

“Il Rumore del Lutto” può essere considerata la prima manifestazione culturale, a livello italiano ed europeo, che ha proposto una ricerca interdisciplinare su un tema ancora difficoltoso da affrontare come la morte offrendo una modalità alternativa per vivere la commemorazione dei defunti, rendendone la ritualità più completa. Un format che ha fatto scuola diventando un punto di riferimento di numerose rassegne analoghe in Italia e all’estero. Il progetto è tra i vincitori del Bando per le proposte progettuali per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.

L’immagine guida della rassegna, ispirata all’opera Endodrome dell’artista francese Dominique Gonzalez-Foerster presentata alla Biennale di Venezia, comunica il desiderio di far sperimentare e immaginare un passaggio dallo stato solido allo stato aereo, per esistere in una sorta di vita biologica immaginaria che risponde alla domanda: siamo in grado di affrontare il passaggio dalla vita fisica, così come la conosciamo e rappresentiamo, in qualcosa di diverso, sconosciuto e misterioso, che possiamo solo immaginare?

«In fondo – scrivono i due curatori – i passaggi che sperimentiamo sempre nell’esistenza e che ci trasportano da un prima ad un dopo, da una fase di vita ad un’altra, sono solo l’ombra di quella luce, del passaggio più importante, quello che ci porterà da una forma di vita ad un’altra e che possiamo, se lo vogliamo, cominciare a immaginare». La rassegna si realizza grazie alla collaborazione di numerose realtà cittadine con le quali in questi anni si è stretta una sinergia importante. In particolare, quest’anno Il Rumore del Lutto ha stipulato la sua prima convenzione ufficiale, quella con Lenz Fondazione, che stringerà le due realtà in una collaborazione triennale.

Il programma.