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Dopo la prima di mercoledì 1 luglio nel Parco Comunale di Camignone a Passirano, nell’ambito del Festival di Teatro Ragazzi e Giovani Il Canto delle Cicale, lo spettacolo Il sale della terra del Teatro Telaio. sarà replicato, sempre all’interno del Festival, sabato 4 luglio al Parco del Brolo di Castegnato alle ore 21.15.

Sarà poi in tournée per tutta la stagione teatrale 2015/2016 in provincia di Brescia e in tutta Italia anche presso le scuole che lo richiederanno.

Uno spettacolo pensato soprattutto per i bambini dai 3 ai 6 anni e le loro famiglie, nato dall’incontro tra il Teatro Telaio e padre Antonio Polo, fondatore dell’interessante e fortunata esperienza di economia solidale di Salinas de Guaranda in Ecuador.

Quarant’anni fa a Salinas de Guaranda, piccolo comune montano in Ecuador, fu lanciata una grande sfida: sconfiggere miseria e immobilismo. Furono due italiani i protagonisti: don Antonio Polo, veneziano, e Giuseppe Tonello, trevigiano, che arrivarono in Ecuador con l’Operazione Mato Grosso.

“Trent’anni fa”, spiegano padre Antonio Polo e Giuseppe Tonello ” il 45% dei bambini moriva prima di compiere 5 anni e solo l’8% delle popolazione sapeva leggere e scrivere. Oggi, tutti lavorano e le varie cooperative producono formaggi, maglioni, cioccolata, marmellate, olii essenziali, torrone. I bambini studiano, crescono e si laureano“.

In quegli anni a Salinas è nata una delle prime cooperative di risparmio, qualcosa di simile alle nostre Casse rurali. Nel 1974 aveva già 400 soci e con il microcredito aiutava i campesinos a migliorare i propri piccoli allevamenti e gli artigiani ad avviare nuove attività.

A Salinas le banche italiane di Credito cooperativo, unite nel progetto Microfinanza Campesina avviato nel 2001 da Cassa Padana Bcc, capirono che l’utopia avrebbe potuto diventare realtà. Che il microcredito può cambiare il destino delle persone. Che Salinas può essere un faro per una nuova economia, forte e solidale, del paese andino. E non solo.

Oggi a Salinas, che si trova alle pendici del Chimborazo, il più alto vulcano d’Ecuador, si lavora, si va a scuola, si vive degnamente. Nelle sue valli boscose pascolano liberi 25mila capi di bestiame, fra pecore e mucche.

C’è un caseificio e anche una filanda da cui escono ogni giorno 1500 chilogrammi di lana. Molti di questi diventano maglioni, giacche, cappelli, sciarpe e arrivano in Italia grazie alla rete delle Botteghe del Mondo.E c’è la Funorsal, fondazione delle organizzazioni di Salinas, che raccoglie una trentina cooperative andine.

Il sale della terra è liberamente ispirato all’esperienza di Salinas de Guaranda.

C’è un cerchio di sale al centro della scena. Che cosa nasconderà mai tutto questo sale? Ci sono una nonnina un po’ arcigna e una bambina vivace e impertinente, ma non preoccupatevi, non ci sono Cappuccetti Rossi in giro, non questa volta! Ci sono una bambina che, curiosa, si muove tra il sale e la montagna e che tutto tocca e assaggia e una nonnina, che conosce la terra, il sale, gli animali e la montagna e che lavora, lavora, sistema, rimette tutto in ordine e sbuffa…

Comincia così una storia ispirate ad atmosfere andine, che parla ai bambini piccolissimi di natura e di cultura/agricoltura, ovvero di come Pacha Mama (la Madre Terra) ci affidi grandi doni da trasformare e valorizzare, nel rispetto di un tesoro che dovrà appartenere anche alle generazioni future.
Sotto il sale della terra si nascondono piccoli tesori, strani animali che ci donano una parte di sé che, attraverso il nostro lavoro, può diventare gustoso formaggio e caldo maglione di lana.