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Trenzano (Brescia) – C’è un filo invisibile che lega, fra loro, Hildesheim e Trenzano. Tale legame è rappresentato dalla figura di san Gottardo (960 – 1038), verso cui una radicata devozione popolare attiene sia all’una che all’altra località, rispettivamente sassone e bresciana.

Questo intreccio, fra gli spazi di distanze, colmate dall’appartenenza a vicendevoli concordanze, si manifesta analogamente a vicende ecclesiastiche che pure si intersecano fra loro, per le vie misteriose della Provvidenza.

E’ questo, fra gli altri, il caso di don Arnaldo Morandi, già curato nella parrocchia di Trenzano ed ora referente del culto a “San Gottardo” in Maddalena, tra le colline di Brescia, dove la medesima pertinenza agiografica coesiste in quella corrispondente similitudine d’attinenza che pure riaffiora nel cammino pastorale di don Cesare Verzeletti, già, fra l’altro, parroco del medesimo paese campestre della Bassa Bresciana.

A quest’ultimo si deve pure il libro dal titolo, simile all’epigrafe di un proclama, cadenzato nei termini di “Gemellaggio – S. Maria Assunta in Trenzano – S. Gottardo vescovo in Hildesheim – Trenzano, 4 maggio 1993 – Piccolo tassello nella grande Unione Europea – Italiani e Tedeschi cittadini d’Europa”, dove le sue stesse autorevoli memorie fissano, in una significativa presa diretta, un composito cammino di fede e di incontro, sancito sotto l’egida del medesimo santo tedesco, verso cui la comunità locale, da lui retta durante un mandato pastorale di numerosi anni, alimenta un’asseverata tradizione, vissuta dentro e fuori la chiesa, tanto, cioè, nel culto liturgico, quanto nell’annuale sagra patronale, promossa nella perdurante sintesi di un’organica ricorrenza a caratura globale.

Fra le personalità che, negli ultimi decenni hanno valorizzato tale manifestazione, anche il cardinale Paul Augustin Mayer (1911 – 2010) che, in questo libro, realizzato pure a firma di Giorgio Tinti, è fra i protagonisti delle pagine di maggior intesa, fra i distinti piani di quel confronto plurale mediante il quale si è strutturato un vero e proprio gemellaggio, mutuato dal concetto di una più diffusa pratica civile, nella ospitalità reciproca e negli accordi fra località di nazioni diverse, a quella, oltre che istituzionale, anche e soprattutto spirituale.

Come spiega, fra l’altro, don Cesare Verzeletti, fautore di tale sancita alleanza italo-germanica, stabilita fra i credenti cattolici che sono interpreti di una testimonianza devozionale in seno all’universalità della Chiesa dove condividere la centralità della missione evangelica anche nel nome di uno specifico emulo del trascendente: “(…) Il gemellaggio della parrocchia di S. Maria Assunta in Trenzano con quella di S. Gottardo in Hildesheim, celebrato il 4 maggio 1993, rivela un ecumenismo spirituale più motivato, e apre all’accoglienza interreligiosa che si propone anche nelle nostre piccole comunità, rispettando le diversità e collaborando realmente al bene di tutti”.

Alla luce della notevole portata, ascritta sia all’avvenimento accennato che al lavoro propedeutico per focalizzare tale riuscita ispirazione protesa a rivelare, fra l’altro, la felice iniziativa di una parrocchia bresciana, Giorgio Tinti, a cui la pubblicazione deve, fra l’altro, il documentato spaziare della devozione popolare verso san Gottardo, riferita editorialmente in una diversificata diffusione capillarmente rilevata in un vasto raggio chiesastico e culturale, evidenzia che, la finalità, in capo a questo volume illustrato, risieda nell’auspicio del “Perchè il tempo e le circostanze non cancellino quanto di bello l’uomo ha fatto in onore al Santo e quanto S. Gottardo abbia donato all’umanità, è bene tramandare con i mezzi che abbiamo a disposizione tutto ciò che di buono i nostri avi ci hanno insegnato, quale opportunità di conoscenza per noi e per le generazioni future”.

Chiesa di Trenzano

Dal carisma di san Gottardo, il lettore di questo volume memorialistico approda alle varie prerogative locali che proporzionano la storia recente della comunità in questione, attorno a quanti, a vario titolo, vi hanno operato, portando una serie di elementi spessore, utili a dettagliare una ideale contestualizzazione in quella realtà che, da ogni utile settore, contribuisce a valorizzare il patrimonio comunitario nella progressione dove si distinguono documenti, fatti e persone, osservate in un cammino di edificante e di variegata compartecipazione, in modo da fare denotare una sorta di memoriale da parte di chi ne ha saputo pastoralmente cogliere il riflesso ideale di una dinamica e di una propositiva interazione.

A margine di interventi di cultura, fra scuola, arte ed educazione, sullo sfondo di una varietà di pubblicazioni interdisciplinari su studi, ricerche ed, in altri casi, di attestazioni di restauri conservativi nel paese, come pure nell’eco del volontariato solidaristico e nella considerazione descrittiva di luoghi e di architetture, oltre che di testimonianze vocazionali e di vicende locali, il tema cardine del libro pare che, degli stessi luoghi, abbia assimilato anche il resto, integrandosi con le elencate manifestazioni di contesto, consentendo, in ogni caso, il poter fare ancora ribadire a don Cesare Verzeletti, che “(…) affido alla carta quanto ho sognato durante gli anni del mio servizio pastorale a Trenzano: andare alle radici, alle fonti di tanta devozione popolare, in onore di S. Gottardo, trovata nella comunità trenzanese. Non per un nostalgico ritorno al passato, bensì perchè la chiesa può vivere solo di ciò che fu da principio. Sono convinto che la tradizione cristiana è solco aperto, addirittura sull’Eterno e, attraversando la storia umana, traccia la strada del futuro (…)”.

Anche alla luce di queste parole, pure espresse a svelamento di questa pubblicazione, lo sviluppo divulgativo di centosessanta pagine, confezionate nel risultato editoriale raggiunto anche grazie alla collaborazione di Riccardo Parolini, rivela il significato particolarmente perseguito nel libro da chi ne è stato il promotore e da lui stesso presentato, anche nel sempiterno ruolo di sacerdote, in una peculiare definizione: “Gemellaggio: rapporto di comunione nella fede, nella tradizione e nell’arte. Hildesheim (Germania) e Trenzano (Italia) vivono in sintonia la spiritualità della vita di Gottardo (il forte di Dio), monaco, abate, vescovo benedettino, testimone dell’Assoluto, dell’Infinito, e cantano, pregano, cadenzando le orme del S. Patrono”.

2 Commenti

  1. A PAG. 150 DEL LIBRO SI PARLA DEL GRUPPO FACEBOOK ( https://www.facebook.com/groups/S.Gottardo/ ) CHE DA PIU’ DI 2 ANNI (QUOTIDIANAMENTE) FA CONOSCERE LE REALTÀ ATTUALI DOVE IL SANTO VIENE TUTT’OGGI PREGATO E RAPPRESENTATO CON NUOVE FOTOGRAFIE E FIMATI ,CON RACCONTI. – A LUI E’ DEDICATA ANCHE UNA PAGINA FACEBOOK ( https://www.facebook.com/S.GottardoHildesheim/ ) DOVE SI RACCONTANO LA VITA I SUOI I MIRACOLI ,ATTRAVERSO L’ARTE POSSIAMO VEDERE LA RAPPRESENTAZIONE ICONOGRAFICA DEL SANTO IN DIVERSI STILI . -p.s. LA FOTOGRAFIA CHE AVETE MESSO DELLA CHIESA E’ ERRATA ! QUELLA DELLA FOTO E’ LA CHIESA DI BARGNANO

    • Grazie mille per le dritte riguardanti le pagine facebook, e grazie per la segnalazione sulla chiesa di Trenzano,
      abbiamo già provveduto ad inserire quella esatta.

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