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Montichiari (Brescia) – Gli aerei la sorvolano a bassa quota, per via del vicino aeroporto la cui prossimità è, per le Fontanelle di Montichiari, uno dei diversi aspetti contraddistinguenti il proprio territorio in piena campagna che, se fosse solo per il suo nome, la vedrebbe ricorrere, invece, in vari luoghi, secondo la toponomastica di una pari denominazione.

Fra gli estesi appezzamenti coltivi di Montichiari, sulla strada per Carpenedolo, una ormai radicata devozione popolare attesta, per testimonianza della veggente locale Pierina Gilli (1911-1991), l’apparizione della Madonna, in una ripetuta manifestazione trascendente, ancor oggi evocata dalla presenza, sul posto, di una scala, attribuita ai riferiti intercorsi con la figura celeste, a traccia del suo passaggio, avvenuto, di fatto, nell’evanescente abbraccio della terra con cielo, accolto da un fidente retaggio.

Una scala di marmo dove una recepita tradizione descrive lo svolgersi delle apparizioni, rappresentando, attualmente, uno stabile manufatto utilizzato anche per alcuni atti di orante devozione, nell’ascendere i vari gradini in ginocchio, stando in preghiera, mentre, alla base di tale collegamento in altezza, una fontanella a flusso continuo ed una vasca ricolma d’acqua evidenziano quell’elemento che è pure connesso alla mistica località, a motivo del suo stesso maggior argomento di riferimento, con tanto di una serie di fontanili, collocati ad ingresso della chiesa, simbolo del lavacro lustrale di un pio ammonimento.

Come indica contestualmente una scritta, in accordo con questa diffusa presenza idrica, il rapporto, con tale fluida consistenza, tutta diffusa intorno, deriva dai particolari mariani delle tramandate apparizioni, rilevate sul posto, nelle quali, a carico della Madonna, individuata con il titolo di “Rosa Mistica”, si riferisce che lei abbia, tra l’altro, toccato l’acqua del luogo.

Chiesa divenuta, nel paziente computo del tempo, vagliato da una annosa attesa in tal senso, “santuario mariano”, nella misura, in questo modo, ufficialmente intesa e ratificata dalla Congregazione Vaticana per la Dottrina della Fede, come già di per sè era comunque nella natura della realtà in questione, giungendo a definizione proprio in quel settembre che distanzia di poco, nel corso del 2019, l’appuntamento con la santa messa prevista sul posto, con il vescovo di Brescia, durante la vigilia della festività dell’Immacolata Concezione, accompagnando il mese di dicembre di un anno solenne che ha comportato, per questo frequentato ambiente di ispirazione spirituale, lo snodo ufficiale di un titolo ufficializzato, per la dimostrata vocazione mariana alla quale lo stesso sito risulta da sempre essere stato associato.

Per la chiesa, costruita, da tempo, in una moderna architettura nella località, sede delle apparizioni, ora testualmente considerata come santuario, al ruolo di un delegato diocesano per il culto, è da deontologia ecclesiastica previsto il subentro dell’incarico di un rettore, lungo l’avvicendarsi di eventi a vari livelli che hanno potuto fare sperimentare una inesorabile progressione, fra gli anni più remoti, del comporsi, in una sempre più esplicita organizzazione e nella costanza di una maggior riscontrabile crescita, di questa realtà, ispirata a Rosa Mistica, conosciuta anche fuori i confini nazionali, come, fra l’altro, dimostrano le edizioni di una pubblicazione, realizzata ad emanazione periodica della, pure nel tempo formatasi, “Fondazione Rosa Mistica”, nel cui numero di settembre-ottobre del 2019, il delegato vescovile mons. Marco Alba, scrive, fra l’altro, che “(…) Tale scelta, aiutando di certo, ad incrementare la diffusione del culto e dell’offerta dei mezzi di Grazia sacramentale per tutti i fedeli che giungono qui da ogni parte del mondo, potrà offrire importanti e nuovi elementi per operare quel discernimento evangelico che, a partire dai frutti, giudica con più attenzione l’autenticità della pianta che li genera e la libera azione dello Spirito. Ci affidiamo con animo filiale a Maria Rosa Mistica, la Madre che ben conosce ciò di cui la Chiesa ha bisogno in quest’epoca storica, perchè avvenga, nella nostra Europa , una rinascita della fede in Cristo e della vita di preghiera, vissuta in Spirito e verità (…)”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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