Parma – Soccorso Alpino: meglio non averne bisogno, ma se serve c’è, funziona, e può salvarti la vita: “Solo in provincia di Parma facciamo circa 50 interventi l’anno – fa sapere Gabriele Zoni, che è a capo della “Stazione  Monte Orsaro” – la maggior parte concentrati in estate per gli escursionisti in Appennino e in autunno per i cercatori di funghi”.

Con quali mezzi effettuate gli interventi di soccorso?
“Ci avvaliamo degli elicotteri  convenzionati con la struttura sanitaria regionale, principalmente di quello dedicato, l’unico dotato di verricello, che ha sede a Pavullo nel Frignano e che si muove portando a bordo un tecnico del soccorso alpino, insieme al personale sanitario”.

Quali sono i legami fra il Soccorso Alpino e il CAI?
Il Soccorso Alpino è un ramo specialistico e autonomo del CAI.

Chi paga gli interventi?
In Emilia Romagna sono ancora a carico del servizio sanitario, in altre regioni chi chiama il soccorso senza serie implicazioni di natura sanitaria può essere chiamato  a pagare le spese relative all’uso dell’elicottero.

Ciò accade anche per i soci CAI?
Per gli iscritti al CAI è prevista un’assicurazione specifica legata alla tessera, che dà diritto al rimborso integrale delle spese eventualmente affrontate per il soccorso, ovunque ci si trovi, sia in Italia che all’estero. Ora per i soci CAI è previsto anche l’accesso gratuito alla app “GeoResQ ”, istituita di recente, proprio per rendere più facili gli interventi di salvataggio in emergenza.

Come funziona questa applicazione?
Funziona su smartphone, che deve ovviamente essere attivato. La app traccia il percorso che si sta facendo e, in caso di necessità, manda l’allarme alla centrale operativa, localizzando esattamente la posizione della persona da soccorrere. Per i non soci è possibile iscriversi a pagamento tramite il portale.

Con la sua esperienza, quali consigli darebbe a chi si appresta a vivere la montagna come escursionista?
Intanto, se è possibile, meglio evitare di andare da soli. Poi munirsi di scarponi e abbigliamento adeguati alla stagione e alla tipologia di escursione, portare con sé carta dei sentieri, bussola, altimetro e telefono ben in carica. D’inverno o in percorsi innevati e ghiacciai, munirsi di picozza, ramponi, imbrago e procedere in cordata. La raccomandazione vale anche per chi va a funghi: nei boschi meglio non andare da soli e se possibile utilizzare il GPS portatile, che consente di fare il percorso a ritroso. E per tutti vale il discorso di lasciare detto dove si va: nel dubbio meglio fare una chiamata preventiva al soccorso piuttosto che aspettare la notte.