Tempo di lettura: 5 minuti

Brescia – Tre significative pubblicazioni documentano Brescia e la sua provincia, nel dibattito storico e culturale della fine del Diciannovesimo secolo, in cui, fra l’altro, il contesto sociale del tempo aveva caratteristicamente ispirato le rispettive forze politiche a promuovere il proprio orizzonte ideale.

Fra queste, quella che, fra le pagine dei libri,Il Lavoratore Bresciano – Periodico settimanale socialista di un gruppo di associazioni operaie (1893–1894)”, “Brescia Nuova 1898 – ristampa anastatica del settimanale del Partito Socialista Italiano di Brescia” e “Il Primo Maggio di Brescia Nuova”, si riconduce rispettivamente a sostantivarne le interessanti proposte tipografiche, promosse, in presa diretta, con la storia dell’epoca stessa, mediante la scelta di una fedele e di una monografica soluzione editoriale che rispecchia la funzionale interazione di questo “Partito dei Lavoratori” nella stampa locale.

Per la cura del parlamentare socialista Guido Alberini (1938-2008), di Gianfranco Porta e di Gianni Quaresmini, tale composita proposta documentaristica contempla l’analisi dell’avvenuta redazione di un paio di testate giornalistiche bresciane, desumibili nella loro intrinseca caratterizzazione valoriale, in modo da esemplificarne l’autentica portata fattuale, legata al mondo del lavoro e delle più ricorrenti problematiche delle categorie meno agiate, in una efficace testimonianza plurale.

On. Guido Alberini
On. Guido Alberini

Nella presentazione del volume che è stato il primo, in ordine di tempo, a sviluppare questa traccia di restituzione alla memoria di un passato sostanziale, l’onorevole Guido Alberini, vicesindaco di Brescia dal 1975 al 1980 e parlamentare per quattro legislature dal 1979 al 1993, scrive, fra l’altro che “con la ristampa de “Il lavoratore bresciano” – la prima testata esplicitamente socialista pubblicata nella nostra provincia – vogliamo contribuire al recupero delle nostre radici”, sottolineando, al medesimo tempo, che “i compagni ed i lettori di questo vecchio foglio operaio vi troveranno già delineati i temi che, negli anni successivi ed anche oggi, sono al centro del nostro dibattito, accanto ad elementi contingenti ed a riferimenti per noi difficilmente comprensibili. Emerge, però da queste pagine la volontà decisa di combattere contro tutte le forme di ingiustizia, una dedizione inequivoca per il mondo del lavoro e per gli interessi popolari, la fiducia, anche nelle condizioni più avverse, nella possibilità del cambiamento degli assetti sociali. La battaglia condotta dagli sparuti gruppi socialisti che ebbero ne “Il lavoratore bresciano” la loro voce, risulta, così, antica ed attualissima eco di tempi lontani ed espressione dell’anima più profonda del socialismo”.

Tali considerazioni si proporzionano ai vari esemplari, ristampati, in un robusto volume unitario, dalla tipografia “Stilgraf” di San Zeno (Brescia), nella raccolta completa delle rispettive edizioni settimanali, esercitate dall’accennato periodico, pubblicato a Brescia dall’aprile del 1893 fino alla fine del febbraio 1894, in quattro pagine ogni numero, con diffusione in giorno di sabato, mediante la rappresentativa figura, interprete il ruolo di redattore, di Giovanni Boventi e con le testualmente reperibili corrispondenze di informazioni da Chiari, Gardone Val Trompia, Ghedi, Villanuova sul Clisi, Volciano, Voltat e Zurigo, mentre, il significativo gruppo dei collaboratori, attesta, complessivamente, i rispettivi contributi di E. Aimes, Francesco Benuzzi (Volciano), C. Bonaspetti, Antonio Bozzoni, Niccolò Barbato, Leonida Bissolati, Gioachino Cannizzo, Corrado Corradino, Giovanni Corridori, Enrico De Marinis, Edmondo De Amicis, Siro Di Rosa, Bosco Garibaldi, Gina Heres, Giovanni Landini, Giovanni Lerda, Federico Maironi, Franz Malingen, Angelo Paderno, Ercole Paroli, Pietro Partesana, Antonio Pompei, Diomedde Rigo, Filippo Turati, Bernardo Verro, Giovanni Zani (peudonimo Gina Vazinnia) e Adolfo Zerboglio.

Trattasi di un ingente patrimonio di contenuti e di informazioni, coniugate al tempo di quelle edizioni che, di questo periodico, ne danno l’attestante riscontro dell’originale versione cartacea la “Fondazione Luigi Micheletti” di Brescia, la “Biblioteca Nazionale Braidense” di Milano e la “Biblioteca Nazionale Centrale” di Firenze, nel merito di quell’omogeneo giacimento esperienziale che Gianfranco Porta, nelle pagine introduttive della ristampa, realizzata per le allora “Edizioni Brescia Nuova”, sviluppa attraverso le macrotematiche considerazioni afferenti “la stampa operaia”, “una voce delle associazioni operaie”, “la denuncia del paternalismo liberale”, “la polemica con gli anarchici”, “l’azione verso le campagne”, “le lotte di fabbrica e la condizione operaia”, “la costruzione del partito”, “la campagna per le elezioni”, “la cultura socialista”, “in difesa della libertà” e “l’epilogo”, in cui, anche funzionalmente a poter stabilire un anello di congiunzione fra le varie stagioni di una invalsa tradizione, è specificato, fra l’altro, che “le deboli forze del socialismo bresciano, l’isolamento e le crescenti difficoltà derivanti dalla stretta repressiva del governo – in ottobre il Gruppo socialista della città sarà sciolto – impediscono al periodico di risorgere. Il 17 giugno esce, per celebrare la visita degli operai vicentini ai loro confratelli bresciani, un supplemento redatto dal Boventi. Poi è il silenzio. Due anni dopo, il 1 novembre 1896, vedrà la luce “Brescia Nuova”, destinata ad accompagnare per oltre un ventennio le vicende del socialismo locale”.

Giornale che è, a sua volta, oggetto dell’intraprendente e dell’accurata iniziativa editoriale, racchiusa in un altro volume dalla mole esponenziale, pari a quella del formato di stampa a cui il periodico medesimo era dimensionato nella sua effettiva dimensione originale, della quale, il titolo stesso, esercita, nella rossa copertina, un esplicito richiamo al tema emblematico con cui è stato, in questo caso, espressamente contrassegnato: “Brescia Nuova 1898 – Ristampa anastatica del settimanale del Partito Socialista Italiano di Brescia”.

Con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Brescia, allora rappresentato da Mariano Comini, questo volume è stato realizzato a cura di Gianni Quaresmini (Direttore responsabile di “Brescia Nuova”, nell’aggiornata veste grafica diffusa durante gli anni Ottanta, coevi a queste ristampe anastatiche), di Umberto Gatti e di Gianfranco Porta, secondo una interessante raccolta unitaria che, del 1898 ne esplica, per ogni numero, le quattro pagine rispettivamente intercorrenti in prossimità delle uscite settimanali, via via comprese, da quella del primo gennaio a quella della data, testuale, del 31 dicembre.

garofano_socialistaAnche in tale ambito, per la realizzazione di questo libro, pubblicato dalla “Sintesi Editrice” di Brescia, è risultata utile la disponibilità della mirata fruizione degli esemplari ristampati anastaticamente grazie alla collezione, in microfilm, della già sopra menzionata “Fondazione Micheletti”, mentre, fra le pagine introduttive della pubblicazione, si esplicita analoga menzione, a proposito della conservazione di una serie di annate dello stesso settimanale socialista, custodito anche nella “Biblioteca dell’Archivio di Stato” e, pure, nella “