Cremona. Nessun atleta è stato più grande di lui. Nessuno ha avuto una vita più simile a un romanzo. A cento anni dalla nascita, i trionfi, le sconfitte, gli amori, le tragedie di Fausto Coppi raccontati con la voce dei personaggi che gli sono stati vicini: dai famigliari ai fedeli gregari, dalla dama bianca all’amico-rivale Bartali.

Un libro parla del mito del ciclismo: “Il suo nome è Fausto Coppi” di Maurizio Crosetti, verrà presentato al salone della società Filodrammatici venerdì 5 luglio alle 18. In dialogo con l’autore, presente alla serata, il giornalista Ciro Corradini.

«Vicino alla mia bicicletta passano il verdegiallo dei prati e delle rocce. E sopra, il cielo azzurro: correre è come attraversare un dipinto. I compagni vanno in cerca delle fontane di pietra per catturare l’acqua nelle borracce, poi la corsa precipita e non c’è più tempo nemmeno per bere. Guizzano trote d’argento nei torrenti, ma tanto chi le vede. Sulla punta delle montagne la gente è un pizzo, un merletto»

A ognuno di loro Maurizio Crosetti affida un pezzo di storia, e attraverso di loro affresca l’avventura sportiva e umana di un’anima inquieta che ha incarnato l’essenza stessa di un’Italia fiaccata dalla guerra ma in cerca di nuovo entusiasmo. Una società in vorticoso cambiamento, con le sue ipocrisie e le sue nobiltà, sfila in bianco e nero accanto alla leggendaria bicicletta dell’Airone, del Campionissimo. Che avrà, infine, l’ultima parola.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.