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Brescia. Il Festival multidisciplinare Metamorfosi: teatro, cinema, incontri, workshop, propone una nuova visione della salute mentale, prendersi cura di sé anche attraverso l’arte e indagare come l’arte vede la malattia o il disagio mentale. L’idea di mischiare pubblici diversi ha spinto a mischiare esiti di laboratori con utenti dei servizi con spettacoli professionali di rilevanza nazionale.

Dal 17 al 25 marzo un festival diffuso che coinvolge diversi teatri e luoghi della città, si comincia sabato 17 marzo alle ore 16 con inseguendo le nuvole, la parata di strada che partirà dal cortile di Mo.Ca (ex tribunale di via Moretto, 78) e che attraverserà il centro città concludendosi in piazza della Vittoria e che avrà luogo anche in caso di pioggia.

Metamorfosi difende la diversità del teatro e indaga il valore delle fragilità. Perché il teatro è a suo modo un’anomalia che spiazza l’abitudine a trasformare tutto, anche il dolore, in spettacolo, vuole contagiare quell’abitudine mentale suggerendo una visione alternativa. L’ascolto delle diversità e delle fragilità sposta la prospettiva e crea spazi di relazione nuovi.

Diversità da cosa poi? Se l’altro è lo specchio che ci rende autentici, lo sguardo sulla scena ci porta a noi stessi e alle nostre vulnerabilità, ad una riflessione sulla nostra stessa salute mentale e su cosa significa, sulle possibilità di “recovery”, di riprendere in mano la propria vita in direzioni inattese e che ci sorprendono.

Forse l’equilibrio ha a che fare con un pezzetto di felicità possibile, che non deriva da quello a cui siamo abituati a pensare, dalla ricchezza, dalla disponibilità di mezzi, dall’apparire conformi. Forse è frutto di un inciampo serendipico che evoca l’opportunità di un cambiamento possibile.

Teatro19, Animali Celesti e UOP23 degli Spedali Civili di Brescia lavorano tutto l’anno, ognuno nel suo ambito di competenza e insieme, attorno ad un’ipotesi: quella di un’innovazione dell’arte, del teatro e dei servizi per la salute mentale attraverso un rapporto reciproco con la fragilità; una relazione non paternalistica, alla pari, che valorizzi tutti e ciascuno attraverso il prendersi cura l’uno dell’altro.

Metamorfosi propone questa ipotesi alla città che è invitata a dare spazio all’arte, intesa come fragile e preziosa diversità. L’arte a sua volta si prende cura dei cittadini, in particolare dei più fragili, coinvolgendoli e valorizzandone l’esperienza attraverso il veicolo della bellezza.

Metamorfosi 2018 ospita alcune esperienze di teatro d’arte particolarmente anomale, dimostrative di possibilità di trasformazione, di non conformità: l’unica compagnia professionale italiana costituita da uomini e donne in situazione di “handicap”, un’esperienza storica internazionale di ricerca teatrale che si apre alla comunità, un’artista emergente, laboratori locali di inclusione sociale.

Metamorfosi non si accontenta di stare chiusa in teatro, diverse azioni penetrano in città: un’azione scenica di strada, letture al bar, workshop, tavoli di lavoro sull’innovazione del teatro sociale sparsi in luoghi diversi del centro storico. Propone una finestra aperta fra teatro, salute mentale e città, per far penetrare luce a illuminare potenzialità di trasformazione, di evoluzione, di innovazione reale e immaginativa.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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