Crema – Dopo il successo di pubblico e critica a Verdello (Bergamo) e nella “sala delle ciminiere” a Soncino, le prossime repliche della rassegna teatrale provinciale “Crema in Scena“, saranno fatte proprio a Crema, nel prestigioso il Teatro San Domenico.

La rassegna prevede due spettacoli distinti. Il primo di svolgerà venerdì 5 maggio alle ore 21.00; il secondo martedì 9 maggio sempre alle ore 21.00.

Gli spettacoli.

  • Venerdì 5 maggio – “Nozze di Sangue“, da un testo di Federico Garcia Lorca, con Gabriele Cincinelli, Silene Rosin, Guglielmo Saerri; Veronica Bonvini, Melissa Bianchini, Semy Cirilli, Elisa Marchetti. Regia di Pietro Arrigoni.
    Nozze di sangue, la definiva memoria poetica, Federico García Lorca. Un concentrato mitico in verità, tutt’altro che naturalistico, di parole e dialoghi popolari uditi nell’infanzia e reinventati nel teatro tragico di un’opera come Nozze di sangue. Senza fare psicologia, Lorca sapeva far emergere il nucleo tragico nei destini dei personaggi che sanno senza sapere se non quello che suggerisce loro l’istinto – l’essenziale, pour cause.
    Nozze di sangue, riscrive un fatto di cronaca di quegli anni, una storia di cupa passione. Sentimenti fuori controllo di una donna alle prese con un matrimonio opaco, a fronte di un rapporto precedentemente avuto con un altro uomo che, balordo la sua parte, e già sposo di un’altra, pensa bene di far saltare l’evento a lui poco gradito con un ingresso sulla scena sbagliata nel momento sbagliato. Prima che i due uomini se la contendano, il secondo lancia il suo grido contro la disinvoltura relativistica che nella cultura del ‘900 avrà spesso la meglio: “Tu credi che il tempo guarisca e che i muri proteggano e non è vero, non è vero!!”.
    La potenza sotterranea del dubbio sobilla vita psichica e corporale dei personaggi. La natura tiene insieme le emozioni assolute di una parte di mondo – uomini e donne legati a una sorta di ruralità ancestrale cui Lorca era molto sensibile. Niente può salvarli, nemmeno le avvisaglie di una catastrofe che incombe da subito. Se lo sposo prova a rassicurare la madre sulla conoscenza reciproca della futura moglie: “Le ragazze devono guardare bene con chi si sposano”, la donna lo asseconda solo in apparenza: “Sì. Io non ho guardato nessuno. Ho guardato tuo padre e quando me lo hanno ammazzato ho guardo il muro di fronte. Una donna con un uomo, e basta.” E ancora non sa che l’altro è lo stesso uomo che le ha già ucciso il marito e il primogenito. Non v’è più nulla in quest’opera di leggero, vi risuona invece il canto tragico di un’Andalusia mitica di cui Lorca fu interprete autentico ma tutt’altro che ingenuo.
    Posto unico: 9€
  • Martedì 9 maggio – “Casa di Bernarda Alba“, da un testo di Federico Garcia Lorca, con Maria Letizia Piccini Bianchessi, Denise Salvati,Maria Chiara Turcu, Luisa Maria Franzosi, Laura Doldi, Eduardo Pinter. Regia di Pietro Arrigoni.
    Tutto ha inizio dopo il funerale del secondo marito di Bernarda Alba. Bernarda pretende di mantenere lutto stretto per otto anni. Decreta, così, alle sue cinque figlie, un dolore che somiglia più alla sentenza di un severo giudice. Così vive Bernarda: gli unici doveri che conosce sono reprimere, controllare, vigilare e castigare.
    Tutto il grande teatro di Lorca è incentrato sul ruolo della donna all’interno di realtà sociali, quasi sempre andaluse, molto variegate; Federico drammatizza poeticamente le risposte vitali date da donne a situazioni che, mentre le mettono al centro della scena, le lasciano abbandonate a loro stesse. La forza trainante in queste situazioni è, ogni volta, l’amore, anzi, con maggior precisione, le innumerevoli varianti che popolano il campo semantico dell’amore infelice. Ma le più sole, e paradossalmente le più accompagnate, sono le donne de La casa de Bernarda Alba.
    Qui, nell’ultimo capolavoro di Federico, assistiamo alla glorificazione dell’universo femminile. Trionfo totale delle donne sulla scena, funzionalmente motivato dal fatto che siamo nella loro casa. Ancora una volta c’è un rapporto strettissimo tra la storia rappresentata e l’ambiente dove accade. Anzi qui l’importanza dell’ambiente domestico è tale che arriva a conquistare il titolo dell’opera: la casa di Bernarda Alba, appunto.
    Posto unico: 9€