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La contaminazione tra il mondo dell’arte contemporanea e quello di territori “al margine”, ancora estremamente legati al rapporto con l’agricoltura, le tradizioni del mondo contadino, il paesaggio, la terra intesa nel senso primario del termine… 

Torre di Mosto (Venezia) – Tutto ciò è oggetto della mostra collettiva Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani, allestita all’interno del Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, in provincia di Venezia, che riunisce le opere di Federica Landi (Rimini, 1986), Victor Leguy (San Paolo, 1979), Pedro Vaz (Maputo, 1977), Marco Maria Zanin (Padova, 1983). I quattro artisti presentano in mostra lavori inediti realizzati nel corso di Humus Interdisciplinary Residence, piattaforma interdisciplinare che ha come scopo questa contaminazione tra il mondo dell’arte contemporanea e quello di territori “al margine”.

Grazie a un periodo passato a stretto contatto con la popolazione locale nella zona rurale del Veneto orientale compresa tra i comuni di Torre di Mosto, Eraclea e Caorle, in provincia di Venezia, gli artisti hanno potuto operare una rilettura delle identità locali attraverso l’arte in dialogo con diverse discipline. Un processo di narrazione che è anche strumento di creazione di consapevolezza e lo sviluppo della comunità stessa in futuro.

Federica Landi, Shell, 2017, stampa fine art su carta cotone, 70x100 cm
Federica Landi, Shell, 2017, stampa fine art su carta cotone, 70×100 cm

Se il lavoro di Pedro Vaz, paesaggista, si è centrato sulla rappresentazione di un tratto del fiume Livenza, Federica Landi, Victor Leguy e Marco Maria Zanin hanno deciso di focalizzarsi sulla rilettura e la narrazione in senso contemporaneo del patrimonio di oggetti appartenenti al Museo della Civiltà Contadina della piccola località di Sant’Anna di Boccafossa, che gli artisti hanno visto come una potenziale attrattiva per attività di educazione, turismo e ricerca.

In mostra saranno esposte una serie di fotografie di Federica Landi, un’installazione di Victor Leguy, una video installazione e due grandi pitture di Pedro Vaz, fotografie e sculture di Marco Maria Zanin. Ci sarà inoltre una installazione collettiva realizzata dagli artisti Federica Landi, Victor Leguy e Marco Maria Zanin secondo il modello del deMuseo, dispositivo che mira a ripensare l’idea tradizionale di museo inteso come ente conservativo statico, divenendo al contrario un “organismo” dinamico dove le esperienze collettive sono il fondamento per raccogliere ed elaborare la storia e la memoria locale, che possa fungere da volano per fortificare l’identità e la coesione sociale di un territorio.

Il progetto Humus Interdisciplinary Residence è nato nel 2015 su iniziativa dell’artista Marco Maria Zanin e coinvolge Carlo Sala, curatore e critico d’arte, e Michele Romanelli, psicologo e mediatore di conflitto. L’attività di Humus Interdisciplinary Residence nel Veneto Orientale rientra nell’ambito dell’attuazione del Piano di comunicazione del Programma di Sviluppo Locale Leader 2014/2020 “Punti, Superfici e Linee” che VeGAL (Agenzia di sviluppo del Veneto Orientale) gestisce nel territorio, orientato a investire sul patrimonio ambientale, storico, culturale, agroalimentare del territorio, per aumentare la qualità della vita e le opportunità di lavoro per la popolazione locale, in particolare i giovani, integrando le competenze tecniche e manageriali con quelle umane e creative.

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