Tempo di lettura: 4 minuti

Brescia – Valorizzata da un diffuso programma a tema, la presentazione del libro di Gianluigi Valotti, dal titolo “Brescia 1859 – Il Vantiniano accoglie le spoglie delle armate europee – Le Cimitière Vantiniano recoit les depouilles des arèes europèennes”, sviluppa ciò che, unitamente al contenuto del volume stesso, risulta essere in una stretta ed in una motivata interazione complementare ad una specifica ricorrenza risorgimentale.

A misura dei centocinquantotto anni decorsi dalla battaglia di San Martino, l’avvento ufficialmente estivo del 2017 riserva, alla medesima località, l’interpretazione di una rosa di proposte che ne ravvivano la memoria collettiva, mediante la portata di una puntuale manifestazione comprensiva anche di una pubblica condivisione, sollecitata attorno agli elementi storiografici documentati nella pubblicazione stessa, realizzata da Gianluigi Valotti, nel risultato editoriale raggiunto con la “Fondazione Negri”, quale lavoro preso ad oggetto di una accurata trattazione divulgativa che è in calendario alle ore 15.30 di domenica 25 giugno, proprio in prossimità della torre monumentale, eretta nella zona dei combattimenti ed assurta a caratteristico simbolo svettante che, a rappresentazione del luogo, profila la propria mole impattante, fino a remote distanze.

Gianluigi Valotti

Si tratta di una, fra le molteplici iniziative, gravitanti sull’asse della locale coincidenza territoriale ed attorno all’evocazione della fatidica data della battaglia, che sono rispettivamente riconducibili agli importanti eventi bellici di San Martino e di Solferino, secondo l’estesa spazialità pluridimensionale della storia che li attrae al presente, attraverso quell’attenzione istituzionale che li recepisce in una composita manifestazione conseguente.

Nella regia di una plurale partecipazione, rispetto a quanto è stato organizzato dalla “Società Solferino e San Martino” per tale anniversario commemorativo, si distinguono pure i Comuni di Desenzano del Garda, di Pozzolengo e di Solferino, mentre un ulteriore sostegno è, in tal senso, stato sottoscritto dall’Associazione Artiglieri di San Martino, dall’Associazione Cime e Trincee, dall’Associazione Museo XX Secolo, dall’Associazione Storica Medolese, dall’Associazione Grugrò, dall’Associazione Culturale Genius Loci, dall’associazione Militari in Congedo, dall’associazione nazionale Alpini, gruppi di Desenzano e di Rivoltella, dall’Associazione Nazionale Bersaglieri, sezione di Desenzano e di Sirmione, dall’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Desenzano e Castiglione, dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, gruppo di Desenzano del Garda, dalla Banda cittadina desenzanese e pure di Castel Goffredo, dalla Compagnia “Il Magico Baule”, dal Gruppo Volontari Rievocazione e dalla Pro Loco di Solferino.

Funzionale a questo propositivo intento celebrativo, è anche l’appuntamento con Gianluigi Valotti, a motivo della feconda caratterizzazione delle sue interessanti ricerche storiche, analogamente distribuite in un differenziato scibile di effettiva interazione con quegli avvenimenti che, all’inizio dell’estate del 1859, avevano poi definito la Seconda Guerra d’Indipendenza, con gli effetti drammatici di una duplice battaglia, vissuta nel variegato scacchiere degli eserciti scontratisi nel tripartito territorio delle colline moreniche di altrettante province, nell’ambito di una sanguinosa dinamica militare che era stata mossa a determinare, al netto, una decisiva vittoria finale.

Nel libro sono, fra l’altro, riportati i nomi degli esponenti delle tre Armate (Sarda-Piemontese, Francese ed Austriaca), seppelliti nelle fosse comuni del Cimitero Vantiniano di Brescia, unitamente alla fedele riproduzione di una copia anastatica del “Rapporto contabile statistico” redatto da Giovan Battista Abeni che faceva parte della Commissione preposta all’amministrazione degli ospedali militari istituiti nel 1859, insieme alla messa a disposizione di altri importanti documenti dell’epoca.

La presentazione del libro avviene anche grazie al sostegno di Marco Baratto, presidente dell’Associazione Souvenir Francais e di Fausto Fondrieschi, presidente del Comitato della sopra menzionata Società Solferino San Martino, secondo un evento definito con il benestare del conservatore Bruno Borghi, referente del museo locale, e con la compartecipazione della “Associazione Incontri Franco Culturali”.

Gianluigi Valotti è giunto alla messa in stampa di questo volume dopo essere stato pure autore di “Solferino 1859 – I feriti francesi ricoverati a Manerbio” (2014), di “Solferino 1859 – Les Blessès francais soignès a Manerbio” (2015) e de “Il ricordo dei Prodi bresciani e dei Caduti del 1859 nel Cimitero Vantiniano di Brescia – Le souvenir des Preux de Brescia et des Morts au champ d’honneur de 1859 au Cimetière Vantiniano de Brescia” (2016) per l’editrice “Sardini” (www.sardini.it), come pure de “Il drappo” (2017) pubblicato, invece, per i torchi della “Compagnia della Stampa”.

Come, fra l’altro, spiega l’autore:Per la prima volta si tracciano gli avvenimenti del soccorso dei feriti sul territorio bresciano. Non è soltanto il registro ospedaliero dei 140 soldati francesi curati, ma sono anche le missive che accompagnavano i decreti della battaglia, attingendo tali dirette testimonianze storiche da collezioni private ed, in parte, dalla fondazione Negri, dal Museo Santa Giulia, dall’archivio del Vantiniano, primo cimitero monumentale neoclassico in Italia. Questi 5 volumi vogliono riconoscere, non soltanto i soccorsi dei militari, a vario livello, transitati a Brescia, una città di allora quarantamila abitanti che accoglie 30mila feriti, ma anche la cura prestata nel custodire il nome di quelli deceduti e dell’avere dato loro una degna sepoltura”.

Questa sollecitudine pare, fra l’altro, rivivere nella “due giorni” di sabato 24 e di domenica 25 giugno, quando, una serie di eventi, approntati rispettivamente a Castiglione delle Stiviere, Solferino, San Martino, Medole e Pozzolengo, riserveranno, al periodare del tempo, il computo memorialistico delle proporzioni derivanti dall’immane cimento che si presta anche all’ispirazione di un’opportunità di preghiera per i defunti, attraverso la celebrazione della messa, in suffragio per i caduti della battaglia, sia presso l’ossario di Solferino, alle ore 10.30 di sabato, che di quello di San Martino, alle 18 della medesima giornata, come pure, in quest’ultima località, ad una possibilità di riflessione, tra l’arte melodica di un concerto sinfonico, in calendario alle ore 21.30 di tal giorno, dopo la fiaccolata della Croce Rossa, in programma alle ore 20.00, con partenza da Solferino verso Castiglione, mentre, fra altre significative iniziative, una rievocazione, di alcune fasi della sanguinosa vertenza bellica in questione, è in calendario per l’indomani, domenica, alle ore 17.00, a San Martino.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *