Si può rinunciare a tutto, ma non a un caffè. E soprattutto a un espresso.

Perfino se stai fluttuando in una navicella spaziale in assenza di gravità.

“La più bella sospensione organica mai ideata”: ha salutato così, da lassù la scorsa primavera, Samantha Cristoforetti il primo assaggio di un espresso nello spazio.

Un caffè davvero spaziale preparato grazie alla macchinetta a capsule a zero G, Isspresso, che è stato sì un piacere, ma anche e sopratutto un esperimento scientifico, utile per capire come si comportano i fluidi ad alta pressione e in assenza di peso.

La macchinetta del caffè che lo ha preparato è frutto di una collaborazione tra l’azienda torinese Argotec, l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e la Lavazza, ed è arrivata sulla Stazione spaziale a bordo della navicella Dragon di SpaceX.

Oltre a permettere la preparazione di espresso a bordo, è stata pensata anche per preparare tè, tisane e brodi per la reidratare cibi liofilizzati.