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Sono passati esattamente cent’anni dal primo Gran Premio d’Italia: il 4 settembre 1921 si disputava a Montichiari, in provincia di Brescia (a pochi chilometri dal Museo Nicolis), la prima edizione della storica gara.

Un circuito inconsueto per questa edizione inaugurale; già dall’anno successivo, infatti, nel 1922, l’Automobile Club di Milano decide di far costruire l’Autodromo Nazionale di Monza, che diventerà presto sede ufficiale della competizione motoristica italiana.

Michele Alboreto @Daniele e Simone Amaduzzi
Michele Alboreto @Daniele e Simone Amaduzzi

Il Museo Nicolis rende omaggio a Michele Alboreto, poiché proprio a Monza il prossimo 11 settembre, a 20 anni dalla sua morte, a lui verrà intitolata la storica curva parabolica con una cerimonia ufficiale in presenza delle autorità.

A Villafranca di Verona celebriamo questo evento con il volante F1 da lui autografato, quello che  Alboreto impugnò al Gran Premio d’Italia l’11 settembre del 1988, ricordato come l’edizione della celebre doppietta Ferrari a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari.

Quel Gran Premio d’Italia fu la dodicesima prova del mondiale che vide sul podio Gerhard Berger #28 su Ferrari, seguito da Michele Alboreto #27 (Ferrari) e da Eddie Cheever #18 (Arrows-Megatron).

Quell’anno la gara si disputava con un lutto nel cuore: la recente dipartita di Enzo Ferrari, avvenuta a Modena il 14 agosto, solo qualche settimana prima.

La competizione si aprì con la McLaren di Ayrton Senna seguita dal compagno di squadra Alain Prost, che quell’anno dominavano la scena, seguiti dai due ferraristi Berger Alboreto. Sembrava un risultato certo, ma durante il 35° giro Prost fu costretto a ritirarsi a causa di un problema al motore, mentre Senna aveva oramai la vittoria in tasca.

I colpi di scena non si fecero attendere, la McLaren del brasiliano entrò improvvisamente in collisione con Schlesser costringendolo al ritiro; fu così che l’Autodromo di Monza esplose in un boato di gioia per la memorabile doppietta Ferrari. Un grande omaggio al  “Drake”, un epilogo degno di una fiaba.

Per questa ragione il volante di Alboreto, esposto al Museo Nicolis, assume un valore morale molto speciale, non solo storico ma anche affettivo, a ricordo di una competizione così partecipata e significativa per la Ferrari e per il suo fondatore.

Ma le sorprese non finiscono qui, al Nicolis sono custoditi anche i volanti personali F1 di BergerSenna e Prost.

Oltre 100 i volanti di Formula 1 esposti, molti di essi autografati dai grandi campioni che hanno fatto la storia della massima competizione automobilistica: Michael SchumacherNigel MansellAlain Prost solo per citarne alcuni.

Per festeggiare questo importante anniversario, il Museo Nicolis è APERTO al pubblico tutti i venerdì, sabato e domenica di settembre, dalle 10 alle 18.