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Castell’Arquato, Piacenza. Le morbide colline striate dai vigneti sono la cornice di uno dei Borghi più Belli d’Italia, Castell’Arquato è Bandiera Arancione del Touring. Città d’Arte, città del vino, sorprende già al primo sguardo, tra Emilia e Lombardia, tra Pianura Padana ed Appennino rinnova il tributo al suo illustre cittadino: Luigi Illica, librettista e drammaturgo di Giacomo Puccini e Pietro Mascagni che il borgo medioevale torna a celebrare con l’ottava edizione del festival.

Dal 17 luglio al 24 luglio il Festival Illica trasforma uno dei borghi più belli d’Italia adagiato su una dolce collina a ovest di Fiorenzuola e la sua splendida architettura romanica in un tempio dell’opera, della musica.

Ma non solo già dal 1961, per commemorare il librettista e drammaturgo Luigi Illica, è stato istituito il Premio Illica, attraverso un riconoscimento assegnato ogni due anni ai grandi personaggi del mondo dell’opera e della cultura. Dal 2009 Castell’Arquato affianca al premio biennale il Festival di melodramma che fa da vetrina ai cantanti lirici della nuova generazione.

Un tributo alla figura di Luigi Illica, un’eccellenza italiana e cosmopolita nella librettistica d’opera e nel giornalismo colto. Nel 2019 si è celebrato il centenario della morte di Luigi Illica, legato per nascita e vita a Castell’Arquato (9 maggio 1857 – 16 dicembre 1919). Figlio del notaio di Castell’Arquato, ribelle fin da giovane e amante della bella vita, fu prima mandato in collegio e successivamente su una nave mercantile dal padre, con il tentativo di inculcare in lui obbedienza e disciplina. Una volta maggiorenne si trasferì a Milano, dove visse il clima della scapigliatura. Decisivo per la sua carriera fu l’incontro con Puccini: la collaborazione con il grande musicista e con Giuseppe Giacosa lo portò alla stesura di libretti di grande fama. Durante la Prima Guerra Mondiale decise di arruolarsi come volontario, all’età di 58 anni.

Castell’Arquato e l’Alta Val d’Arda sono la scenografia vivente della creatività di Luigi Illica. Il poeta vede i “mille comignoli di Parigi” della Bohème dalla sua finestra di casa e immagina nella ricca natura della campagna circostante “l’imo dei franti sepolcreti odorosi di timo” che accolgono gli amplessi amorosi di Tosca e Cavaradossi. Illica trova ispirazione poetica nel mirare il cielo ceruleo sopra le torri della Rocca Viscontea e il grande sole rosso sorgente sulla pianura sotto il suo balcone, che fa cantare alla morente Iris “Son l’Amor, son l’Amor”.

Il programma del Festival e del Premio Illica.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.