Tempo di lettura: 3 minuti

Descrivere l’oggi nella sua camaleontica profusione di aspetti connaturati alla società in perenne movimento. Carla Boroni si cimenta ad attingere, tra le pieghe dell’odierna vita frenetica, alcuni succosi aspetti di una serie di presunte contraddizioni contemporanee, legate al combattuto trascinarsi dell’uomo, tra mutamenti epocali ed implicanze di tensioni sociali, tanto a livello collettivo quanto, in altre, più circoscritte fattispecie esperienziali, intuibili sul piano, invece, delle vicissitudini personali che, in uno spaccato di possibili analogie sostanziali, sono pure riscontrabili anche nel panorama bresciano.

Sulle pagine del suo libro “Impasse – Da Brescia: cronache espresso ritornano, in una sorta di rimbalzo critico ed assertivo, quelle riflessioni sull’odierna società, analizzata nella più diffusa quotidianità ed osservata, al medesimo tempo, sullo sfondo di fatti presi in considerazione nella varietà di episodi e di tematiche particolari.

In pratica, il libro Impasse – Da Brescia: cronache espresso, pubblicato da “La Compagnia della Stampa”, crea un certo respiro di pensiero libero e speculativo, fra le strette maglie dove sono imbastiti i fitti avvenimenti di ogni giorno, in una matrice progressiva di assortimento, in cui si stringono pure i nodi dei più eclatanti eventi della cronaca divulgata, attraverso i quali i loro molteplici riferimenti vanno a fare pressione in un profilo sempre più sovraccarico di richiami sovrapposti, nella coscienza di un evanescente comune sentire, spesso al centro di controverse sollecitazioni fra mode, informazioni e dibattiti che fanno tendenza.

impasse_copertinaLa docente universitaria di letteratura italiana e scrittrice Carla Boroni misura, con parole intrise d’intelligente ironia, la ricaduta disincantata di tutto un mondo di facciata in cui si incontrano vissuti ed esperienze diverse, assurte a esemplificazioni emblematiche di alcuni fenomeni di costume, tanto connaturati ai comprensibili limiti umani che alle risultanze dei loro stessi riflessi estemporanei, quali conseguenti fattori calzanti, impressi nella società.

In questo indirizzo di stimolante immersione d’attualità, la pubblicazione mette in fila quindici capitoli dai temi diversi che trovano riscontro nella Brescia d’oggigiorno, secondo quelle trattazioni nelle quali il protagonista è l’uomo comune, avulso dagli stereotipi che ne omologano la figura in una generalità massificata, a scanso della quale se ne attinge, invece, la mirata ispirazione da una sua data caratterizzazione, per osservare, con argomentate riflessioni, quanto abbia intorno in una interagente compenetrazione.

Questa visione, attenta al particolare di una specificità sintomatica del correlato paradigma culturale, corrispondente ad un pervadente insieme sociale, consente, ad esempio, di aprire il sipario del centro storico, delle vie, dei luoghi più conosciuti ed anche di alcuni fatti altrettanto considerati nel capoluogo cittadino bresciano, passando, tra l’altro, attraverso contestualizzazioni gravitanti per parcheggi, cimiteri ed ospedali, contemplando un vario scibile di sedi convenzionali, esercenti servizi ed agorà di aggregazioni fra consuetudini similari, assimilanti, tra le loro pieghe, solitudini e nevrosi nostrane, sfiorando, pure, tematiche connesse agli immigrati di colore ed alle immigrate dell’est, posando gli occhi sulle appariscenze più eclatanti delle generazioni giovanili in auge, pennellando da opinionista accorta, non avulsa dall’uso di dosate espressioni in vernacolo, una serie di usi e di costumi, nel riuscire a scardinare, con uno stile incisivo, mordace ed incalzante, quel vago senso di “impasse”, esplicitato nel titolo di copertina del volume medesimo.

Sensazione alla quale l’autrice stessa allude nella presentazione del suo libro, lamentando, forse, su di sé, quanto l’assiduità di un’apprezzata e di una pur riuscita rubrica giornalistica, a suo tempo interpretata, possa, a volte, avere fatto registrare la necessità di un supplemento riflessivo, inseritosi in una sorta di perseguito orientamento deduttivo, percepito a fronte della coinvolgente assiduità sistematica che è alla base dell’analisi intellettuale praticata a ridosso della quotidianità esaminata, per confermare l’autenticità dell’anelito catalizzatore che ne aveva sancito la scintilla dell’intento iniziale, relativo alla sollecitudine di argomentarne l’intricata materia soppesata.

La via di uscita a questa scrupolosa ed onesta autoanalisi è documentata nel libro, non a caso intitolato “Impasse”, attimo sospeso in una rivelazione aperta ad un illuminante e perspicace sentire esistenziale, proporzionato alla poliedricità di una osservazione oltre lo schermo superficiale, in cui si ritrovano “tanti tasselli che vanno a comporre un piccolo mosaico, una sommatoria di sensazioni………”.

CONDIVIDI
Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *