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Il Decreto legge fiscale approvato dal Consiglio dei Ministri del 15 ottobre scorso introduce una vera e propria “sanatoria” per la disciplina del credito imposta ricerca e sviluppo, oggetto negli ultimi anni di un intensificarsi dell’attività di verifica e di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Le imprese che hanno indebitamente utilizzato in compensazione il credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, maturato a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, possono effettuare il riversamento dell’importo del credito indebitamente utilizzato, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Il riversamento spontaneo è riservato ai soggetti che abbiano svolto attività, in tutto o in parte, non qualificabili come attività di ricerca e sviluppo ammissibili nell’accezione rilevante ai fini del credito d’imposta, o che abbiano commesso errori nella quantificazione o nell’individuazione delle spese ammissibili in violazione dei principi di pertinenza e congruità nonché nella determinazione della media storica di riferimento. Sono comunque escluse dalla sanatorie condotte fraudolente.

Le imprese interessate al riversamento spontaneo del credito d’imposta dovranno inviare apposita richiesta all’Agenzia delle entrate entro il 30 settembre 2022.

Potranno accedere anche le imprese già raggiunte da atti di recupero o atti impositivi, purché non siano ancora definitivi.