24 giugno – “Per tutti i mesi estivi, il meltemi soffia sulle isole dell’Egeo. Costantemente e sempre nella stessa direzione. E’ facile stabilire in quale, basta chiedere a me: il meltemi soffia dall’altra parte”.

Lui lo ha fatto davvero. Faceva l’ingegnere, anzi il manager d’azienda, e a un certo punto ha deciso di mollare tutto. E di venire qui, in una delle isole più remote e meno conosciute: Schinoussa, piccole Cicladi, 9 kmq per 200 abitanti quando va bene. Un centinaio in più fra luglio e agosto. E 15 spiagge una più bella dell’altra.

Lui è Claudio Forte. E’ nato a Portici in provincia di Napoli nel marzo 1945 e un giorno di quasi vent’anni fa ha deciso che basta. Basta lavorare tutto il giorno. Basta giacca e cravatta. Basta capi e basta clienti. Basta tutto.

Schinoussa
Mersini, baia di Schinoussa con una sabbia bianchissima

Si è messo da parte qualche soldo in attesa nella pensione e si è trasferito qui, almeno 6 mesi all’anno, in questo luogo senza confini e circondato dal mare degli dei.

Tutti lo conoscono a Schinoussa. Tu che non sai nulla di lui, ne incontri i pensieri e le parole nella piccola ma fornita libreria della Chora, il villaggio in cima alla collina. C’è una giovane ateniese che la tiene aperta per pochi ma buoni turisti per tutta l’estate.

Qui, fra titoli in greco e in inglese, trovi romanzi di Claudio Forte, buona parte ambientati sull’isola. Una decina almeno. Non saranno forse capolavori, ma sono di piacevole lettura e aiutano a entrare in sintonia con l’isola.

Nonostante le dimensioni, a Schinoussa non manca nulla. Pensioni, taverne, bar, alimentari, panificio, perfino il medico e il bancomat (rifornito da una banca di Naxos che periodicamente fa il giro delle isole per aggiungerci denaro). Dal 2013 c’è anche un distributore di benzina.

A Schinoussa ci arrivi con un traghetto che qui è un’istituzione e una manna dal cielo visto che senza lui non si va da nessuna parte.

Lo  Scopelitis  salpa la mattina diretto a Iraklia e Naxos, il pomeriggio viaggia sulla rotta contraria, andando poi a toccare la vicina Koufonissi e Amoroso. Ogni due giorni attracca anche a Donoussa che delle Piccole Cicladi è la più remota, a nord est. In estate ogni tanto arriva anche la Blue Star dal Pireo.

Di strade asfaltate ce ne saranno un paio. Tutto il resto sono sentieri su e giù per le colline. Se amate il turismo slow, la pace, il silenzio, una certa e allegra solitudine, questo è il posto giusto.

Sembra che una potente e ricca famiglia greca di armatori se ne sia innamorata. E oggi di Schinoussa possiede un intero promontorio con una villa spettacolare sulla vetta, un panfilo da 30 metri e non so quanti piani nella baia ai piedi della dimora e un elicottero che fa la spola con Naxos.

Per noi umani e mortali basta la sabbia bianca di quest’isola dolcissima.

Nonostante ci sia rimasta solo un giorno e una notte, ho la sensazione di averla un po’ capita e faccio mie le parole di Forte: L’isola mi entrava piano piano sotto la pelle: mi dava pace. Andava a riempire la testa di dolcezza. Mi saliva dai piedi lungo i polpacci e le cosce e il ventre e il tronco e andava al cervello e alle braccia fino alle mani e alle punta delle dita. La sentivo scorrere in me e andare a stendere una sorta di balsamo sulle stupide tensioni”.