Selvaggia, rocciosa, montuosa ma con alcune valli verdeggianti, ricca di storia e di vestigia ormai in rovina della sua storia passata, Tilos è l’isola giusta se cerchi la pace.

Il mare è cristallino su ciottoli bianchi. La vita scorre senza fretta. Il turismo, almeno fino ad agosto, è tranquillo e gli abitanti di Tilos non hanno certo intenzione di incentivarlo.

E per di più l’isola è attraversata dai sentieri del Parco Ecologico: quasi 35 chilometri da fare a piedi, che costeggiano numerose chiese bizantine, alcune molto belle e con affreschi eccezionali, e che collegano i 3 villaggi dell’isola.

Va detto che Tilos è parco ecologico da molti anni e che qui la caccia è proibita da decenni. E’ per questo che l’isola è meta di uccelli migratori che qui sostano ma anche nidificano. Fra questi il falco di Eleonora e l’aquila del Bonelli.

Aquila del Bonelli
Aquila del Bonelli

C’è molto da vedere in quest’isola. Nulla di eccezionale, ma tutto bellissimo.

Interessante, e curiosa, la grotta Charkadio , a 2 chilometri a sud est. E’ qui che gli scavi dei paleontologi Nikolaos Simeonidi e Gheorghios Theodorou hanno riportato alla luce nel 1971 utensili e soprattutto scheletri di elefanti nani (che prima di estinguersi vivevano in molte isole del Mediterraneo, Sardegna compresa, ed erano alti circa 1 metro e 30cm) e di cervi di epoca neolitica.

elefante nano di tilos
I resti dell’elefante nano di Tilos

I cervi risalirebbero a 140.000 anni fa e gli elefanti a 45.000 anni.

I cervi sparirono dopo l’eruzione del vulcano di Nissyros 3mila anni fa e gli elefanti sparirono 4mia anni fa dopo l’eruzione del vulcano di Santorini.

I reperti riportati alla luce sono esposti al Museo Paleontologico della città universitaria di Atene mentre a Tilos  sono esposti gli scheletri fossilizzati di due elefanti, un adulto e un neonato.