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17 giugno 2016 – Come spesso accade, i luoghi incantati sono lontani dalle rotte turistiche. Lipsi è uno di questi.

Sarà forse perché da sempre ha vissuto all’ombra della mistica Patmos che le è lontana solo poche miglia. Sarà perché il turismo a lei preferiscono Leros o l’isola di San Giovanni.

Lipsi
Lipsi, il piccolo porto

Perché qui c’è poco da fare se non stare a guardare incantati il mare e le barche di pescatori che vanno e vengono.

Chi come noi arriva a vela non sempre trova posto nella piccola banchina del paese. Ma stare all’ancora in una delle insenature permette privilegi (prima di tutto il bagno solitario) che la vicinanza con altre barche ti nega.

Lipsi
Lipsi, il rientro dalla pesca

Lipsi ha poco più di 800 abitanti. E’ piccola e luminosa. Ha scelto di offrire al turista una riscoperta delle proprie tradizioni, a partire da quelle gastronomiche dove il vino fa da padrone.

Grazie ai vitigni antichi riscoperti e rimessi a dimora anni fa. Non a caso in pieno agosto si svolge un vero e proprio festival del vino.

Lipsi è isola dalle mille chiese. Si dice che ce ne sia una per ogni famiglia del villaggio che si stende lungo il porto.

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Lipsi, la Capitaneria di porto

Lungo la banchina piccole taverne e bar a portata di Ouzo. E un piccolo albergo, hotel Calypso, che ci ricorda che questa potrebbe essere l’isola di Ogigia, cantata da Omero nell’Odissea. Qui sarebbe vissuta la ninfa bellissima Calypso che tenne legato a sé Omero per sette anni.

Molte delle scritte di bar e negoziati sono in italiano. Omaggio forse ai moltissimi italiani che sbarcano qui ogni anno e che, si dice, siano ormai il 90% del turismo locale.

Miti a parte, continuate a passeggiare almeno fino al banchetto che vende spugne. Vengono dalla vicina Calymnos,  dove intere famiglia si dedicano ancora alla pesca di questo animale (ebbene sì, la spugna è un animale). Se siete interessati, ne troverete di tutte le misure e di tutti i prezzi.

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Le spugne di Calymnos

Affittare un motorino (10/15 euro al giorno) è d’obbligo per poter ammirare l’isola dall’alto delle colline e perdere lo sguardo sull’Egeo.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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