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La piana profuma o puzza di zolfo. Sembra immensa ed è circondata da alti monti sui quali svettano due piccoli villaggi. Il rumore di un caldo vento attraversa gli alberi frondosi che sono cresciuti a poche decine di metri dal centro del cratere.

Qui un giovane uomo dal volto di acheo, un uomo di poche parole con lunghi capelli biondi e ricci, ti può dissetare e offrire piccoli frammenti di pietra pomice e di lucente ossidiana.

La nera pietra vulcanica affascina. E promette di trasmettere il suo potere fortemente purificante nei confronti del disordine mentale regalando protezione dai pensieri negativi. Ne faccio scorta.

Sono a Nysros. Ai margini del suo vulcano più grande, Stefanos. Trecento metri di diametro.

Il vulcano di Nysiros

Nysiros è un’isola vulcanica del Dodecaneso, tra la turistica Kos e la dimenticata Tilos. E’ un’isola strana e tonda. Rocciosa, arida, al tempo stesso terra feconda.

Il suo vulcano è ancora attivo e ogni tanto respira profondamente. Ma senza fare danni limitandosi ad emissioni di fumo e calde sorgenti sulfuree lungo le coste.

L’origine dell’isola appartiene ai miti della Gigantomachia, la guerra fra giganti e dei dell’Olimpo per il controllo dell’Universo. Secondo il mito, l’isola non è altro che un pezzo di roccia staccato dalla vicina Kos e scagliato da Poseidone contro il gigante Polibote per farlo sprofondare nel mare.

Le antiche esplosioni del vulcano erano considerate conseguenza della collera del gigante. L’isola intera è un vulcano, il più giovane fra quelli attivi della Grecia: un patrimonio geologico importante con le formazioni rocciose di 160 mila anni (le più vecchie) e 15 mila anni (le più recenti).

Se i due principali porti non sono granché, meritano una visita i due villaggi che dall’alto guardano il cratere di Stefano. Nikea, 50 abitanti, è un piccolo gioiello che vive attorno a una piazzetta in miniatura davanti alla chiesa, ora in restauro.

Nikea
La piazza di Nikea

Prima di salire al paese, c’è un piccolo museo sull’attività dei vulcani dell’isola. Ha orari un po’ strani. Mi spiace non essere riuscita a visitarlo.

Meno affascinante Emporio, ma vale la pena andarci (anche in questo caso affittando in porto un motorino: ce ne sono decine e decine; ottimo Petarstra: mi ha convinto soprattutto la sua potente wifi che prendo dalla barca) perché poco prima di entrare in paese c’è una grotta che è una sauna naturale. Entrarci fa mancare il fiato.

Nell’800 l’isola era uno dei centri termali più conosciuti del Mediterraneo e ancora oggi le sue sorgenti d’acqua calda sono una peculiarità, con temperature che oscillano fra i 30 e i 60 gradi. Peccato che quello che sembra essere stato il centro termale, giace oggi senza vita sulla riva del mare nella baia di Palon.

Attorno a quest’isola tonda alcune isolette formano un arcipelago in miniatura. Bellissima sembra Gyali.

E invece presto ti accorgi che è sfigurata dall’estrazione della pietra pomice, una delle attività economiche di Nysiros, che ha spiagge troppo scure e nessun glamour per poter competere con i due giganti del turismo greco quali sono Kos e Rodi.

 

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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