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Brescia. Si ritroveranno sabato 21 gennaio alle 14,30 a Largo Formentone nel cuore della città, vicino a piazza della Loggia, i cittadini e gli aderenti a tante associazioni, laiche e religiose, per la “Marcia per la vita e l’accoglienza”.  Una marcia promossa da Campagna accoglienza, Comitato articolo 10Consulta per la Pace del Comune di Brescia.

E’ un’iniziativa civica per l’accoglienza dignitosa e la libertà di movimento, per la protezione di donne, bambini e uomini in fuga dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla povertà e dalla fame, per dimostrare un impegno nella più grande crisi umanitaria del nostro tempo. Per intraprendere insieme nuovi percorsi oltre l’indifferenza. . La marcia ha ottenuto il patrocinio delComune di Brescia.kabul

– Marciamo insieme per dimostrare il nostro impegno nella più grave crisi umanitaria del nostro tempo – dicono gli organizzatori – Chiediamo di garantire il diritto alla permanenza legale e all’accoglienza dignitosa e attiva a coloro che giungono a noi chiedendo aiuto e protezione, dopo una lunga fuga dolorosa. Marciamo per intraprendere insieme nuovi percorsi oltre l’indifferenza. Marciamo insieme per difendere il diritto di migrare per salvarsi la vita –

Il manifesto dell’evento dichiara:

“Stanno per raggiungere quota 3000 i richiedenti asilo accolti ad oggi nella Provincia di Brescia. La maggior parte è ospitata in strutture che non garantiscono percorsi di integrazione e tutela della persona. Le procedure per la richiesta di protezione internazionale in questo momento prevedono la permanenza in progetti di accoglienza per un periodo che va da uno a due anni a causa delle lentezze del sistema burocratico. La permanenza per lunghi periodi in queste strutture spersonalizzanti produce persone che difficilmente riescono ad attivarsi in qualità di membro della nostra comunità e della nostra società.migranti

Chiediamo che venga strutturato un meccanismo che permetta di ottenere un permesso di soggiorno per motivi umanitari a coloro che hanno intrapreso un percorso di integrazione sociale, dando così senso non solo ai terribili viaggi intrapresi, ma anche alle risorse investite dallo Stato Italiano e quindi dai suoi cittadini.

Il diritto di migrare per salvarsi la vita. Fare accoglienza oggi significa anche opporsi in modo concreto e determinato a tutte le situazioni di conflitto che stanno caratterizzando la nostra epoca, affermando con forza il diritto alla vita per tutti.

Siamo quasi arrivai alla fine del quinto anno di guerra in Siria, che conta più di 400.000 morti, 8.000.000 di sfollati e 5.000.000 di rifugiati. Questa è una grande manifestazione di piazza per dire NO a questa e a tutte le guerre.migranti

Chiediamo che le forza diplomatiche, internazionali e nazionali lavorino per garantire l’istituzione di corridoi umanitari che garantiscano una fuga sicura dalle zone di guerra.”

Sabato 21 gennaio marceranno tutti insieme per ribadire ad alta voce che al di là di appartenenze politiche, religiose, sociali, nazionali di credere nell’importanza di tutte le persone in quanto esseri umani a cui vanno garantiti uguali diritti, al di là delle diversità. Perché il diverso non vada temuto, ma possa essere spinta per crescere, imparare ed allargare le nostre prospettive. Per credere nella volontà di tutti di restare umani.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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