Ogni giorno nel mondo vengono uccisi milioni e milioni di animali. Mangiati o cacciati. Selvatici o d’allevamento. Vittime di bracconaggio o della follia della specie umana.

Ogni tanto fra questi martiri, uno su tutti sa raccogliere su di sè il dolore animale. Il dolore del mondo.

Succede oggi a Cecil, che era il più imponente leone d’Africa, che aveva 13 anni, era amato e protetto, viveva in un parco naturale in Zimbawe e che è stato ucciso all’inizio di luglio da un dentista americano che, sembra, abbia pagato 50mila dollari per provare l’ebrezza di uccidere il re leone.

Ma non ha ucciso, scuoiato e decapitato, un leone “qualsiasi”. Ha ucciso Cecil, la star dei leoni. Il più bello, il più grande, il più amato.

E così l’intero pianeta ha scoperto che Cecil è solo una delle migliaia di vittime sconosciute del bracconaggio in Africa. C’è voluta la triste morte di Cecil per scoprire che gli elefanti e i rinoceronti, ma anche i ghepardi, vengono decimati da decenni.

Grazie Cecil. Che la tua morte possa non essere vana.

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