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di Letizia Piangerelli

Il Perù è grande quattro volte l’Italia pur ospitando una popolazione di 26 milioni di abitanti. Circa il 40% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà e più di un quarto non ha ancora accesso all’assistenza sanitaria di base. Il tasso di mortalità materna è il più alto della regione. Anche in questo caso, l’accesso universale al credito costituirebbe il motore dal basso per il riscatto dell’iniziativa individuale. Anche in questo caso, la diffusione di tale principio è ostacolata da un vertiginoso spread sui tassi e da una volontà politica finora flebile nel riconoscerne i benefici, soprattutto a livello locale.

E’ su queste basi che nel marzo del 2007, in occasione della visita in Italia di esponenti della Federazione peruviana delle Cooperative di Risparmio e Credito (FENACREP), Cassa Padana ha firmato un accordo di cooperazione volto a generare azioni di assistenza tecnica a favore di cooperative di credito peruviane, a vantaggio dei settori della popolazione finora esclusi dai servizi di credito.

In breve tempo l’accordo si è concretizzato e nel corso dell’estate ha preso ufficialmente avvio il “Progetto Pilota per la bancarizzazione del Perù”. Con la collaborazione tecnica e finanziaria di Cassa Padana, il progetto ha l’obiettivo di estendere i servizi finanziari in zone povere del paese, partendo in via sperimentale con 3 nuove cooperative di credito e 5 nuove sedi di cooperative già esistenti. Questa prima iniziativa durerà due anni e avrà il compito di testare la capacità della FENACREP di innovare e rafforzare il sistema, affinché il progetto possa essere replicato in più di cento località del paese, selezionate equilibrando livello di povertà e fattibilità economica.

Mentre il Progetto Pilota entra a gran ritmo nel primo semestre di attività, per garantirne la sostenibilità, Cassa Padana e FENACREP, con la collaborazione tecnica della Finanziaria italiana CRESUD, hanno deciso di partecipare alla selezione per l’accesso al Fondi di riconversione del debito tra Italia e Perù (FIP), che permetterebbero di replicare l’iniziativa a livello nazionale.

Intanto, non vengono trascurati i rapporti con le principali istituzioni del Paese – dalla Sovrintendenza Bancaria all’Ambasciata Italiana in Perù – perché anche questo progetto acquisisca quell’approccio “di sistema” che ha determinato il successo delle iniziative promosse in altri paesi del continente.

Il 2008 promette quindi di essere un anno intenso, decisivo per determinare il futuro delle relazioni tra credito cooperativo italiano e peruviano. Un’anteprima delle enormi potenzialità dei processi in corso, l’abbiamo avuta durante la missione di monitoraggio di ottobre, quando, alla presenza di Cassa Padana, è stato firmato il primo accordo di cooperazione tra FENACREP e la Santo Cristo de Bagazán, una cooperativa di credito con sede a Rioja, nella Provincia di San Martin, a nord del Paese.

L’accordo è finalizzato all’apertura entro inizio 2009 di una nuova filiale in una cittadina a 300 km di distanza, ubicata in una regione difficile, dove non esiste ancora nessuna cooperativa di credito. La strada non sarà facile ma le prospettive sono più che positive. Ancora una volta Cassa Padana, portatrice di un modello centenario di cooperazione di credito, è stata presa come un punto di riferimento che offre stimolo e fiducia nel futuro.

Perché fuori Lima, oltre i limiti brevi dei suoi quartieri popolari, si sviluppa un territorio ricco di potenzialità umane e naturali ancora trascurato, disertato come una casa da cui si vuole solo fuggire. Rioja, ad esempio, è una città di selva e di frontiera, quello che si vede è in gran parte povertà. Eppure, anche se cosi distante dai fasti della capitale, il paesaggio di Rioja conserva la dignità dei paesini umili, dove una vegetazione rigogliosa e florida, baciata da un sole che Lima non vede mai, rende discreta e pulita anche la povertà estrema delle baracche di paglia e fango ai due lati della strada.

La cooperativa di credito Santo Cristo de Bagazán al posto del bancomat ha una cassiera sorridente, che fino alle dieci di sera offre servizio di prelievo e versamento ad una fila composta di gente arrivata dopo l’orario di chiusura ufficiale. Le strade secondarie sono di terra battuta, la gente del posto vive di agricoltura e il narcotraffico è una realtà silenziosa e strisciante che toglie il sonno ai potenti locali.

Ma tutto l’insieme ha la sua forza, il suo prorompente colore, la sua incontrastata dignità. Pian piano la gente smetterà di migrare come un fiume lento verso la grande città, per scoprire che anche fuori dalla propria casa, tra la propria gente, anche li dove la terra è polvere e il cielo uno specchio infuocato, anche nei posti più dimenticati ci possono essere possibilità di crescita e futuro.

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