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Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Dialma Marazzi: questo il nome segnato sul calendario delle Sante Messe e che si ricorderà nella messa delle 11.00 di domenica 26 maggio. Una cosa semplice, non propagandata da squilli di tromba, come avrebbe meritato la persona per il bene che ha fatto, ma è stato più corretto rispettare quella semplicità che la caratterizzava. Si è quindi ritenuto più che doveroso ricordarla per quello che ha lasciato, che il tempo non potrà mai cancellare, dalle generazioni di giovani che ha sempre seguito con tanto amore, dedicando a loro tutta la sua vita.

Ma per raccontare chi era Dialma, abbiamo preso alcuni spunti da un bellissimo resoconto a firma del fratello Giuseppe e pubblicato sul bollettino “Camminare Insieme” Parrocchia di S.Andrea Apostolo di Pescarolo, curato da Don Giuseppe Perotti e distribuito in occasione della Pasqua del 1990 con il titolo “un Caro ricordo”, dal quale sintetizzeremo alcuni spunti riguardanti per rendere al meglio al figura di Dialma.

Il prossimo 22 Maggio 1990, festa di S.Rita ricorrerà il 5° anniversario della morte della nostra Dialma … chi l’ha conosciuta non può dimenticarla … Una vita di eccezionale impegno nell’amore di Dio e del prossimo e fa crescere in noi ammirazione e gratitudine …. la sua memoria è presso tutti in benedizione, perché di Lei rimane il bene che ha fatto.

Dialma Maria Assunta, nata 10 agosto 1906 e morta il 22 Maggio 1986, venne chiamata Dialma per volontà del padre a ricordo di un ufficiale, del quale fu attendente nel servizio militare di leva, Maria Assunta perché venne battezzata il giorno dell’Assunzione. In casa la chiamavano Alma, era la prima di quattro femmine e un maschio, mentre il fratellino Assenzio, morì dopo qualche giorno.

Purtroppo appena nata, le riscontrarono il difetto dell’anca che poi, con il passare degli anni, si complicò ulteriormente con l’artrite. Nonostante fosse un po’ claudicante e con tutti i problemi che aggravarono poi la situazione, il grande segreto che le dava la forza di non mollare, era di essere amata e benvoluta da tutti. La sua grande fede si concretizzava nella Messa e Comunione quotidiana. Le sue doti di prontezza, intelligenza e volontà le permisero di conseguire la licenza di quinta elementare, una cosa non da poco nel 1915 circa.

Purtroppo il papà era un semplice contadino e questo non le permise di andare avanti negli studi. Con lo scopo di darle una sua autonomia i genitori la indirizzarono a imparare il mestiere di sarta e a 18 anni per perfezionarsi nel suo lavoro, trascorse un anno a Cremona presso il convitto religioso di Santa Rita, dove incominciò a pensare di farsi suora, trovando consensi anche in famiglia.

Così, con il passare degli anni e dato che tutti lavoravano, per la famiglia fu possibile farle la sua dote e nell’autunno del 1927 sarebbe entrata in convento. Ma l’improvvisa morte della mamma a soli 42 anni, dal ritorno dalle funzioni vespertine cadde a terra colpita da paralisi celebrale e morendo dopo qualche giorno di coma, cambiò la situazione.

Così Dialma aiutata da tutti e in primis, dal Parroco Don Giuseppe Poli, prese la decisione di essere suora laica, scegliendo l’ordine delle angeline, restando così in famiglia per aiutare tutti. Dialma oltre che fare la sarta e impegnarsi in famiglia, divenne una grande coadiuvante del Parroco, dedicandosi agli ammalati e particolarmente fu grande il suo impegno verso i bambini e la gioventù. Attenzione che Le venne riconosciuta poi con la qualifica di assistente d’asilo che svolse dal 1927 al 1938, abbandonando il lavoro di sarta. Il suo lavoro a quel punto era famiglia, scuola, Parrocchia in tutti i sensi, dalla gioventù ai bambini, agli ammalati.

In pensione a 65 anni nel 1971, mantenne comunque tutti i suoi impegni fino alla sua morte nel 1986. E morì proprio nell’adempimento del suo impegno, il 19 Maggio, dopo una giornata di lavoro, mentre stava andando nella vicina chiesetta per la recita del Rosario, fu colpita da un malore e morì dopo due giorni di coma.

Il fratello Giuseppe conclude il suo racconto certo che il ricordo della cara Dialma continua e continuerà ad essere un esempio e un punto di riferimento più confortevole. Aggiungendo una riflessione, alla domanda “cosa rimane della persona Post Mortem?”, Giuseppe dalle persone che incontra ottiene sempre la stessa risposta: “Quanto bene ha fatto la Dialma … quanto bene”.

La sua morte venne annunciata anche dal quotidiano La Provincia del 24 maggio 1986 e, un dopo mese circa, dal settimanale La Vita Cattolica del 29 Giugno. Agli atti dei parenti anche una lettera firmata da Don Giuseppe Bugada che il 23 marzo1961 inviava alla “Buona e Cara Dialma” i ringraziamenti per quanto ella fece per rendere più solenne la celebrazione del suo xxv° di sacerdozio, ritenendola, concludeva, “la sua migliore collaboratrice nel campo dell’Apostolato”.

Sulla sua tomba nel cimitero di Pescarolo, il fratello Giuseppe ha voluto mettere una statua della Madonna che i bambini, che aveva preparato per la prima Comunione, le avevano donato. Ora siamo sicuri che la figura della Dialma, anche se ufficialmente un pò trascurata, è sempre nel cuore dei Pescarolesi, vicini e lontani, certi che questo ricordo farà piacere a tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerla e che oggi Le riconoscono un meritato posto d’onore nella storia della nostra comunità.

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