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Cremona. Incontri e spettacoli su mafie e radicamento nel territorio è nella rassegna: “In scena contro le mafie” dal 28 settembre,  nell’ambito del progetto “La voce che rompe il silenzio – Strategie di ascolto e sostegno per le vittime di violenza mafiosa/criminalità organizzata”.

Finanziato da Regione Lombardia, arriva a Cremona la rassegna In scena contro le mafie, una serie di eventi su mafie e radicamento nel territorio. L’azione progettuale di informazione e sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza e alle scuole è organizzata in collaborazione con LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Armida Artaud Teatro. Tutti gli eventi sono gratuiti e prevedono una replica mattutina per le scuole che hanno aderito al progetto.

Si inizia giovedì 28 settembre, alle ore 21, al Teatro Monteverdi, con Legalità e terra che non cammino, incontro pubblico con Elvio Fassone, già magistrato della Cassazione e presidente della Corte d’Assise di Torino, oltre a essere stato membro del Consiglio Superiore della Magistratura e Senatore della Repubblica Italiana.

Da alcuni anni è scrittore e nel 2015 col suo libro Fine pena: ora si è imposto come una delle scoperte editoriali più interessanti degli ultimi anni. Si dialogherà della cultura della legalità che non concerne solo quel pacchetto precostituito di leggi che ci vengono impartite al fine di garantire l’incolumità della propria vita e di quella degli altri, ma anche quelle regole che ci imponiamo per scandire regolarmente la nostra giornata. Il tema si presenta di particolare attualità non solo per fatti di cronaca del nostro territorio, ma anche per quelli che sono lontani e che, seppur crediamo non ci riguardino, data la distanza, sono invece in relazione alla società che frequentiamo e alla quotidianità che viviamo.

Seguiranno due spettacoli teatrali, sempre al Teatro Monteverdi di via Dante,  incentrati sul tema della legalità.

Il primo, in programma il 19 ottobre, alle ore 21, è Stasera sono in vena di e con Oscar De Summa. Spettacolo ironico e amaro al tempo stesso, in cui si racconta della Puglia degli anni Ottanta, anni in cui si è formata la Sacra Corona Unita, organizzazione che ha allargato i suoi settori di investimento scoprendo che il disagio umano è una delle cose che in assoluto rendono di più sul mercato. Un racconto semplice sul piano-sequenza di una terra che decide di cambiare direzione, di appropriarsi del proprio male. Si sorride delle vicende del protagonista dall’inizio alla fine, tranne che in alcune fratture che interrompono la narrazione, ci ricordano che quello di cui stiamo parlando è vero, è già successo, e buttano una luce sinistra sulla situazione di oggi.

La rassegna si chiude il 7 dicembre, sempre alle ore 21, con Zia Severina è in piedi, con Valentina Scuderi per la regia e la drammaturgia di Carolina De La Calle Casanova. Lo spettacolo si svolge nel quartiere Niguarda di Milano, dove in tanti zia Severina se la ricordano barricata fino all’ultimo nella sua casa popolare di quaranta metri quadrati in balia di una cosca che voleva portagliela via.

È una storia di resistenza e di dignità, di lotta silenziosa e totale alla mafia compiuta con l’unico mezzo di cui è in possesso un’anziana donna: l’ostinazione. In scena una giornata come tante per zia Severina: un ragazzo, soprannominato “Mongolfiera”, giovane recluta della ‘ndrangheta si nasconde nella sua casa per intimidirla ed indurla ad andare via. Nella sua situazione ci sono tante altre famiglie nel quartiere e in tanti hanno già capitolato. Ma Severina al posto della violenza sceglie di rapportarsi al carnefice, come nonna, madre, instaurando una relazione fondata su dialogo e comprensione.

Il progetto sta entrando nel vivo delle azioni previste e siamo particolarmente soddisfatte dell’avvio della rassegna In scena contro le mafie”, dichiarano l’Assessora alla Trasparenza e Vivibilità Sociale Rosita Viola e l’Assessora alla Città Vivibile con delega alla Sicurezza Barbara Manfredini, che aggiungono: “L’Amministrazione Comunale intende impegnarsi sempre più sui temi della promozione della cultura della legalità, del contrasto e della prevenzione delle forme di criminalità comune e organizzata.

I fatti di cronaca, che riguardano anche il nostro territorio dimostrano come la diffusione delle mafie non vada intesa come mera contaminazione criminale di ambienti considerati sino ad ora ‘salubri’ ma come una realtà radicata in ogni ambito e territorio a fronte di una legalità debole ed una diffusa propensione all’illegalità che favorisce l’insediamento di gruppi criminali organizzati”.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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