Verona diventa protagonista della ricerca sul continuum alimentare del territorio in un progetto che indaga le tradizioni culinarie veronesi degli antichi e come sono variate nel tempo, realizzato dal Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona

Archeologi, storici antichi, medievisti e biotecnologi universitari collaborano per dissotterrare le radici storiche di un mercato agroalimentare ancora oggi ricco e attivo, cercando di cogliere le continuità e le innovazioni alimentari che si sono succedute nel corso dei secoli. La ricerca si concentra sulle fasi preromane, della romanizzazione, della fine dell’Impero e quella medioevale in quanto decisivi passaggi economici, sociali e culturali per il centro scaligero e il territorio circostante.

Il Museo di Storia Naturale, attraverso la stipula di una convenzione con l’Università di Verona, mette a disposizione le competenze scientifiche del personale della sezione di Preistoria, in particolare per quel che riguarda la conoscenza delle ricerche condotte dal Museo nel territorio veronese a partire dall’Ottocento e l’accesso agli archivi e alle collezioni archeologiche nei depositi.

Il progetto inizia dall’analisi dei reperti archeologici e paleobotanici – come manufatti ceramici, vitrei e lapidei, ma anche vinaccioli, semi, carboni e ossa umane – provenienti dai più significativi siti archeologici del territorio veronese. La cooperazione tra i diversi enti riguarda la fase di ricerca, con la scelta dei siti, tempi storici e modalità di analisi, e la fase della comunicazione dei risultati, attraverso pubblicazioni scientifiche e divulgative, convegni, seminari e mostre a tema, quest’ultime organizzate dall’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona, anch’essa partner del progetto.

Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Cariverona e vede tra i partner la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza, e la Fondazione Fioroni di Legnago.