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È il sogno di tutti i trekker del mondo ed è il trekking più famoso del mondo. L’ascesa al campo base del monte Everest si merita tutta la sua fama per la bellezza che la caratterizza.

L’esperienza che permette di vivere è unica, ad alto tasso di emozioni, lungo tracciati che esplorano una natura spettacolare e fanno avvicinare una cultura e tradizioni millenarie.

Una delle cose più sorprendenti di un’impresa come questa è, forse, proprio l’incontro con una straordinaria vitalità, impossibile da immaginare oltre certe altitudini.

Un esempio è il monastero buddista di Thyangboche, il più grande del Nepal, posizionato a oltre 3850 metri.

Il programma creato da Evolution Travel, grazie alla consulenza di guide specializzate, in 18 giorni di viaggio offre la possibilità cimentarsi al meglio con questa mitica ascesa, raggiungendo i 5365 metri del campo base, lungo un percorso di avvicinamento che consente di ammirare il contesto unico in cui ci si sviluppa, preparando adeguatamente il fisico di chi lo affronta.

Dopo tre giorni a Kathmandu dedicati alla scoperta di templi e di zone come Durbar Square e il quartiere di Thamel, ci si avvicina con un volo interno alla regione dell’Everest.

Incontrate le guide e i portatori, si parte per il primo tratto a piedi che porta a Phakding (2650 m). ll percorso si snoderà nella regione del Khumbu, dalla cittadina sherpa di Namche Bazaar (3450) attraverso boschetti di rododendri e foreste di conifere, incontrando Gompas (monasteri buddisti), Chorten (stupa buddisti) e Mani walls (muri di preghiera).

Il terzo step della risalita segue i due giorni di acclimatamento a oltre 3000 metri di altitudine e conduce fino ai 3850 metri di Deboche, compensando la fatica con una vista straordinaria che spazia dal monastero di Thyangboche a vette entrate nel mito come il Lothse (8501 m), l’Ama Dablam, definita da molti la montagna più bella del mondo, e, naturalmente, parte dell’Everest (8848 m).

I passi successivi, giorno dopo giorno, permetteranno di salire sempre di più fino a raggiungere con un ritmo adeguato l’area dove sono stati allestiti i campi base degli ultimi anni. L’incontro ravvicinato con montagne quali il Pumori (7161 m) e il punto di vista spettacolare sulla cima dell’Everest o su luoghi leggendari come il Lho La, il passo tra Nepal e Tibet, sono indimenticabili.

Anche il tratto della discesa, che si differenzia in parte da quello dell’andata, per fare ritorno al piccolo aeroporto di Lukla, è bellissimo. Altre montagne storiche come il Makalu (463 m) si faranno ammirare e il parco nazionale di Sagarmatha riserverà ancora scorci incredibili. Compagni di viaggio inseparabili anche in questo ultimo tratto? Gli yak!

 

 

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