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Leno (Brescia) – Prosegue il viaggio nel mondo dell’arte dell’Associazione Culturale Epicentro in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Leno. In questa nuova puntata il tema saranno le rivoluzioni artistiche di fine Ottocento, guidati dalla professoressa Cinzia Zanetti.

Gli incontri saranno strutturati in modo da presentare l’arte di fine Ottocento attraverso le esperienze
degli artisti francesi e italiani, partendo dal profondo antiaccademismo e dal desiderio di staccarsi dalle tendenze romantiche che diede vita ad una nuova generazione di pittori, portatori di ideali fortemente rivoluzionari.

Con il realismo francese della seconda metà dell’Ottocento la scelta pittorica raggiunge un preciso significato culturale e ideologico: rappresentare la vera condizione di vita delle classi lavoratrici senza nessuna trasfigurazione che mascherasse i reali problemi sociali.

Protagonista principale è  Gustave Courbet e la sua pittura produsse un grande impatto su quel panorama artistico francese che considerava ancora l’arte il luogo nobile di fatti epici e grandiosi.

Courbet propose invece quadri i cui soggetti erano gente povera, semplice, sfigurata dal lavoro o dalla povertà. Questa sceltaebbe un effetto provocatorio e polemico proprio perché aveva l’obiettivo di imporre al pubblico dell’arte, fatta di grandi borghesi, la descrizione di quelle sofferenze delle classi inferiori, la cui colpa era socialmente imputabile proprio agli interessi della grande borghesia.

Analoga sorte fu riservata a Daumier, la cui spietata critica sociale e politica, realizzata con litografie
caricaturali, gli procurò notevoli problemi. Maggior accettazione ebbe invece il realismo di Millet, la cui
rappresentazione di un mondo rurale, dai caratteri ancora idilliaci e romantici, non infastidiva gli
interessi della grande borghesia del tempo.

In Italia non esiste un movimento realista come quello sorto in Francia. Tuttavia, dopo il 1850
iniziarono a manifestarsi fermenti vari, in concomitanza con la diffusione del positivismo, che
produssero una maggiore attenzione alla descrizione scientifica ed obiettiva della realtà.

Tra queste varie tendenze più o meno embrionali di realismo la più omogenea e definita appare quella dei pittori Macchiaioli, in particolare attraverso le opere Fattori e di Pellizza da Volpedo.

Questi temi verranno affrontati durante le serate attraverso l’esposizione e l’analisi delle opere degli
artisti che hanno maggiormente caratterizzato questi movimenti.

Il programma delle serate prevede:
16 Marzo: COURBET e il Realismo francese
23 Marzo: DAUMIER e MILLET e gli umili
30 Marzo: COROT e la scuola di Barbizon
6 Aprile: Le esperienze italiane di PELLIZZA DA VOLPEDO e FATTORI