Modena – Dalla Turchia ci arrivano notizie sconvolgenti. C’è un clima così brutto che alcune persone denunciano altre per i propri interessi, per ottenere una promozione”.

Bahar Turk è la giovane responsabile dei progetti di Milad, associazione con sede a Modena, che si ispira al pensiero di Fetullah Gulen, imam e filosofo turco fondatore del movimento Hizmet, in esilio negli Usa.

Secondo il premier Erdogan, Gulen è la mente del tentato golpe. In Italia i gulenisti sono una cinquantina, su circa 15 mila immigrati turchi. “Associazioni che si richiamano al movimento Hizmet sono presenti anche a Roma, Venezia e Milano”, racconta Bahar Turk, da sei anni in Italia.

“A Modena svolgiamo attività culturale e scolastica, lavoriamo nel campo del dialogo interreligioso, facciamo parte nel Tavolo Cattolico-Islamico della città. Siamo ispirati alle idee di Gulen, ma non abbiamo un legame finanziario o organizzativo con lui.

Le sue idee sull’educazione e sulla convivenza pacifica nel dialogo ci spinge a lavorare in questi campi. Hizmet è un movimento di ispirazione islamica basato sul servizio sociale e l’altruismo. Ha l’obiettivo di ri-immaginare che cosa significa essere un musulmano nel 21° secolo, dà una particolare attenzione all’istruzione, al dialogo e alla carità”.

Proprio nella notte del golpe, l’associazione Milad ha subito un attentato, presumibilmente compiuto da altri immigrati turchi fedeli di Erdogan.

“Alcuni fanatici hanno cercato di bruciare la sede della nostra associazione. Poi nel pomeriggio del 16 luglio, sono venute di nuovo una ventina di persone in macchina davanti al centro e hanno urlato ingiurie. Abbiamo denunciato tutto alle forze dell’ordine. Sui social network vediamo ancora tanti commenti brutti nei nostri confronti”.

Il movimento Hizmet smentisce di aver organizzato o sostenuto il tentato golpe. “Il golpe non è accettabile, non sarebbe una risposta giusta per cambiare il governo scelto dal popolo. L’unico a decidere di cambiare il governo deve essere il popolo stesso, con metodo democratico – sottolinea Bahar Turk -. Gulen ha condannato il golpe assolutamente e in modo inequivocabile. Gulen e Hizmet sono però un “capro espiatorio” di Erdogan. Ogni volta che succede qualcosa che lui non approva, si dà la colpa a Gulen.

In questi giorni professori, medici, insegnanti, impiegati, giornalisti vengono sospesi o arrestati, tante scuole, università sono state chiuse. Certo che questi avvenimenti avranno un effetto negativo sul sistema scolastico e sui servizi sociali della Turchia.

Tante persone sono andate in altri Paesi per non essere arrestate, lasciando moglie e figli che non riescono a portare con loro. Molte altre sono rimaste senza lavoro, vengono attaccati e umiliati anche da propri familiari. Ho sentito da un’insegnante di una scuola chiusa da Erdogan che una sua studentessa la chiama per offenderla e umiliarla.

In Turchia gli adulti non vengono offesi o umiliati mai, soprattutto gli insegnanti che hanno un valore molto importante. Queste persone hanno paura, possono perdere la cittadinanza, tutti i loro beni possono essere confiscati.

Ci raccontano che quelli che sono stati arrestati vengono trattati molto male, c’è la tortura e stupro. Dopo aver studiato per anni e lavorato per il bene comune, ricevere questo come ricompensa è sconvolgente e deludente”.