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Cremona. Prosegue con successo la mostra “Il regime dell’Arte”, in corso al Museo Civico “Ala Ponzone” ed aperta sino al 24 febbraio prossimo, che ripercorre l’interessante vicenda storica del Premio Cremona negli anni del fascismo 1939 – 1941. La mostra ha il sostegno di Cassa Padana

Due gli appuntamenti che indagano sul significato della mostra e degli artisti che hanno partecipato al tempo al Premio Cremona.

Da segnalare l’incontro di giovedì 20 dicembre, alle ore 17, nella Sala Puerari di Palazzo Affaitati in via Ugolani Dati, 4, relatrice sarà la docente Annamaria Melati, laureatasi con una tesi sul Premio Cremona e che ha collaborato, con un proprio contributo, alla mostra allestita al Museo.

Nel corso dalle conferenza, dal titolo Il Premio Cremona. Dal consenso alla rimozione, Annamaria Melati parlerà della fortuna e della sfortuna del Premio con riferimento soprattutto alla bibliografia, ma soffermandosi anche sulle vicende dei dipinti e le difficoltà incontrate nel recupero dei documenti proprio a causa di tale avversione.

Saranno illustrate le posizioni degli storici posteriori al Premio e la loro distanza da quelle dei giornalisti contemporanei all’esposizione, indagando su quanto le loro considerazioni siano state più o meno libere da condizionamenti politici, culturali o circostanziali. Infatti, durante la sua breve vita, il Premio Cremona ha avuto una condanna postuma pari se non superiore all’approvazione ottenuta, seppure con cautele.

Altro appuntamento è in programma a gennaio: una notte al museo con Vittorio Sgarbi. Il nuovo anno si apre all’insegna della cultura: giovedì 10 gennaio alle 19.30 presso Palazzo Cittanova sarà possibile assistere ad un’affascinante lectio magistralis di Vittorio Sgarbi focalizzata sull’arte del ‘900. La lectio precede l’apertura straordinaria della mostra Il regime dell’arte, alle ore 22 sarà infatti possibile passare “una notte al museo” visitando la mostra accompagnati dalle esperte guide CrArT alla presenza di Vittorio Sgarbi, curatore della mostra.

La mostra, mai allestita prima, ospita una selezione di opere presentate durante le tre edizioni dello storico premio Cremona (1939-1941). Un percorso utile a comprendere la trasformazione del linguaggio figurativo tra tradizione naturalistica, eredità delle avanguardie e metamorfosi del Novecento.

Per la prima volta saranno quindi radunate le opere dei numerosi autori che vi parteciparono tra cui Mario Biazzi, Giuseppe Moroni, Biagio Mercadante, Gian Giacomo Dal Forno, Remigio Schmitzer, Pietro Gaudenzi, Donato Frisia, Luciano Ricchetti, Evaristo Zambelli, Mario Beltrami. Il visitatore potrà così apprezzare le principali linee di tendenza artistica che confluirono nella manifestazione cremonese, e la “funzione sociale” che il fascismo intendeva assegnare all’artista. Un progetto di contemplazioni promosso dal Comune di Cremona.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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