Tempo di lettura: 4 minuti

Nel mondo ci sono circa centomila bambine soldato! Un piccolo esercito di ragazzine costrette a imbracciare un’arma nonostante la giovane età. La maggior parte, infatti, ha un’età compresa tra i 14 e i 18 anni, ma sono numerosi anche i reclutamenti tra le più piccole. È l’ennesimo orrore prodotto dalle guerre.

In occasione della Giornata Mondiale delle Bambine, l’11 ottobre, Terre des Hommes lancia la Campagna Indifesa per accendere i riflettori sulla condizione di bambine e ragazze nel mondo che non hanno nessun diritto e sono vittime di abusi fin dalla tenera età.

Terre des Hommes, con la sua Campagna, si impegna a tutelare milioni di baby spose, baby mamme, bambine soldato, ragazze violate e vittime di tratta, mettendo fine a violenze e maltrattamenti, per garantire un futuro migliore a loro e a tutta l’Umanità.

Perché bambine e ragazze vengono spesso costrette a subire abusi e violenze o a diventare le “mogli” dei combattenti più anziani. Ogni due secondi una bambina o ragazza con meno di 18 anni diventa una baby sposa, vedi articolo Popolis: “Mai più spose bambine”.

Le bambine che finiscono in questo girone dantesco vedono finire i sogni e le speranze, costrette a sposare uomini più grandi di loro, con gravi conseguenze per la loro salute e il loro sviluppo. Nel 2016 sono state registrate 21 milioni di gravidanze tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni che vivono nei Paesi in via di sviluppo e nel 49% dei casi si tratta di gravidanze non cercate. E ancora, ogni anno, circa 70mila ragazze muoiono a causa del parto e delle complicanze legate alla gravidanza, mentre delle 2,4 milioni di persone vittime di tratta le bambine rappresentano ben il 20%.

E’ l’allarmante fotografia scattata dal nuovo Dossier Indifesa di Terre des Hommes per fare luce sulla condizione delle bambine e ragazze nel mondo in occasione della Giornata Onu delle Bambine (11 ottobre). Con l’obiettivo di fermare la violenza e lo sfruttamento delle bambine, liberarle dalla schiavitù e garantire loro un futuro dove poter realizzare sogni e speranze.

Maltrattamenti e reati ai danni di bambine e ragazze non sono però una prerogativa esclusiva dei cosiddetti “stati fragili”, ma coinvolgono anche l’Italia. Dal 2010 al 2015, infatti, il numero di minorenni vittime di reati è continuato ad aumentare fino a quota 5.080, di cui il 60% sono bambine e ragazze. Il dato sulla prevalenza del sesso femminile è confermato anche dai numeri delle vittime di violenze sessuali (87%) o dei minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico (91%). Preoccupante, infine, l’incremento vertiginoso (+148%) degli atti sessuali con minori di 14 anni, che hanno portato a 411 vittime nel 2015 (di cui il 78% femmine).

“Ogni anni continuiamo a trovarci di fronte a numeri spaventosi che ci parlano di abusi, violenze e maltrattamenti su minori in ogni parte del mondo, Italia inclusa. La prevenzione deve essere una priorità delle istituzioni pubbliche e richiede l’impegno di tutti.” – dichiara Donatella Vergari Segretario Generale di Terre des Hommes – L’obiettivo della Campagna Indifesa è proprio quello di mettere sotto i riflettori quelle situazioni ancora sommerse, ma che coinvolgono e segnano un numero sempre maggiore di bambine o ragazze. Stupri, matrimoni precoci, tratta di giovani ragazze e gravidanze non volute sono fenomeni all’ordine del giorno che devono essere fermati quanto prima e Terre des Hommes è da sempre in prima linea per cercare di proteggere, tutelare e garantire un futuro a tutte queste bambine”.

La Campagna Indifesa di Terre des Hommes, arrivata alla sua sesta edizione, ha come obiettivo quello di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica pubblico sulle gravi violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze che ogni giorno si verificano nel mondo e sull’importanza di assicurare loro protezione e sostegno. Nel corso degli anni l’Organizzazione si è impegnata per cambiare la vita di bambine e ragazze con significativi interventi internazionali, come i progetti in Giordania, Bangladesh e Mozambico in favore delle baby spose e in Costa d’Avorio per le baby mamme.

Terre des Hommes fa inoltre parte della coalizione Girls Not Brides, per fermare i matrimoni precoci. In Libano e nel Kurdistan Iracheno siamo impegnati nel contrasto allo sfruttamento lavorativo delle bambine e bambini rifugiati. In Perù molte baby schiave domestiche hanno riavuto il diritto ad un’adeguata istruzione scolastica che le offra la prospettiva di un lavoro qualificato. Numerose ragazze vittime di sfruttamento e abusi, ospiti del Centro (Hogar) Yanapanakusun, hanno beneficiato di borse di studio per specializzarsi professionalmente.

In Italia, Terre des Hommes ha realizzato varie indagini sul maltrattamento sui bambini, che hanno restituito una prima quantificazione del fenomeno nel nostro Paese, dei costi dovuti alla sua mancata prevenzione e a una maggiore conoscenza del maltrattamento anche degli stessi medici e pediatri, grazie all’avvio di un corso di perfezionamento sul Child Abuse e la creazione di una rete di centri pediatrici d’eccellenza per la diagnosi precoci del maltrattamento. Con il progetto FARO, Terre des Hommes fornisce supporto psicologico e psicosociale anche alle minori che giungono in Sicilia senza famiglia.