Ad inizio del 2017 solo una piccola quota delle imprese manifatturiere italiane era attrezzata ad affrontare la sfida al rinnovamento imposta dal modello Industria 4.0. Solo il 4% delle imprese con più di 10 addetti si caratterizzava come un innovatore ad alto potenziale, mentre ben il 46% del campione non aveva un software ICT per la raccolta dei dati aziendali e ben il 90% presentava una mancanza di formazione e competenze specialistiche. Questa la fotografia delle imprese manifatturiere italiane che emerge dalla Nota del Centro Studi di Confindustria sull’industria italiana 4.0 a partire dai dati Istat sul 2017.

I settori che hanno investito meno nella digitalizzazione sono proprio quelli tradizionali del Made in Italy, quali food, fashion e design. I comparti principalmente interessati sono quelli dei fornitori di soluzioni tecnologiche, in primis l’elettronica e la meccanica strumentale.

L’auspicio di Confindustria è che l’attuale Governo confermi gli incentivi previsti dal Piano 4.0 garantendo continuità nel tempo e allargando la platea delle imprese coinvolte nel processo di trasformazione digitale.