Gardone Val trompia, Brescia. La Consulta per le Pari Opportunità della Comunità Montana di Valle Trompia desidera fare un ulteriore importante appello a tutte le donne e uomini vittime o testimoni di violenza ricordando che è attivo e funzionante il Centro Antiviolenza VivaDonna a Gardone Val Trompia. L’ennesimo appello scaturisce dall’indignazione dopo la sentenza della Corte d’Assise di Brescia dell’ennesimo femminicidio: Uccide la moglie, assolto per “delirio di gelosia”.

– Non possiamo e non vogliamo andare contro questa ultima sentenza portata all’attenzione della cronaca locale e nazionale, che sappiamo comunque non essere ancora definitiva in quanto deve passare attraverso una seconda valutazione di merito e in eventuale ultima analisi di legittimità. – dicono dal centro Antivilenza -Vogliamo comunque cogliere l’occasione per fare un ulteriore importante appello a tutte le donne e uomini vittime o testimoni di violenza.

Possiamo come Consulta per le Pari Opportunità della Comunità Montana di Valle
Trompia manifestare la nostra preoccupazione per il fenomeno dilagante della violenza domestica, in particolare nei confronti delle donne, ricordando che è attivo e funzionante il
nostro Centro Antiviolenza VivaDonna in via San Francesco d’Assisi a Gardone Val Trompia, presso il complesso conventuale Santa Maria degli angeli.

Al centro antiviolenza VivaDonna le donne potranno raccontarsi. Saranno seguite da operatrici specializzate e, in assoluta libertà ed anonimato, potranno richiedere sostegno psicologico, orientamento legale e protezione.

Riteniamo che i centri antiviolenza siano un’arma importante ed efficace contro questo fenomeno dilagante e terribile, sempre esistito a tutti i livelli sociali e culturali, un fenomeno trasversale, che sta finalmente uscendo allo scoperto.

Presso il centro è attivo anche un sostegno per gli uomini che riconosco difficoltà nella gestione della propria emotività, un supporto psicologico e non solo con il quale affrontare alla radice alcune manifestazioni prima che diventino irrimediabilmente distruttive.

Non permettiamo altre tragedie: la migliore arma di difesa è il contrasto con la prevenzione tramite la sensibilizzazione attuata a tutti i livelli d’età.