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Vibrazioni cromatiche espresse ad effetto di compenetrazioni serrate.

L’Associazione Artisti Bresciani seguita la propria avviata stagione espositiva, a definizione delle proprie attività del 2021, anche con la proposta del pittore Giancarlo Abeni, riservando ai dipinti ad olio di questo apprezzato autore, una mostra allestita a Brescia, in vicolo delle Stelle 4, fino al 17 novembre.

“All’aria aperta”, titolo di questa personale, è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 16,00 alle ore 19,30, strutturandosi in una serie di opere pittoriche rispettivamente realizzate a svelamento del personale approccio stilistico che le definisce in un diretto dialogo, compiuto tra questo artista e la natura.

La mostra, dal generale al particolare di ogni elemento con cui si ritrova rappresentata fino nel suo dettaglio infinitesimale, ha, infatti, come protagonista, la natura, come è liberamente affrontata a cielo aperto, nell’ispirazione di coglierne l’interpretazione artistica, mediata dalla sua pervadente caratura osservata.

Natura, sia di paesaggi aperti che di scorci mirati, pure distinguendosi, nel carisma pittorico di quest’artista di Desenzano del Garda, mediante l’accattivante caratteristica di potersi abbinare ad una prevalenza cromatica, stemperata a velato diaframma di alcune precise tonalità che sono riscontrabili nelle opere dell’esposizione, facendo conseguentemente individuare le raffigurazioni fissatevi, secondo quella logica espressiva che ne condensa la fascinosa ed interessante peculiarità, a sintesi d’una versatile testimonianza compositiva.

I colori che coesistono in variegate pluralità ed in difformità fra loro bene amalgamate, anche quando sulle tele prevale il trabocco monopolizzante di una determinante scelta coloristica, piuttosto che di un’altra, si accompagnano con l’apporto laborioso e spontaneo di un brillante tratto deciso e personale, nell’evocazione figurativamente compromessa nella strutturazione dell’intero manufatto che, nell’abbinare insieme emozioni, immerse in incontaminate ambientazioni, documenta la possente anima avvolgente della natura, con richiami di profondità prospettiche e con la compenetrazione di appelli verso l’eco della percezione di una inneggiata vita imperante.

Tra grovigli pacificati di canneti scapigliati, fra gioiose paglie campestri, inframmezzate di luce su pezzature dorate, fra il lucido fogliame verdeggiante di frasche cascanti, fra le nevi evanescenti osservate tra l’incombere di soprastanti azzurri e di impalpabili grigi silenzi, sembra che una melodia pittorica si ponga in sintonia con la combinazione di uno specifico scenario di eletta estrinsecazione vedutistica, testimoniata anche dalla riproduzione a colori dei dipinti stessi che è editorialmente presente nella pubblicazione, attuata a strumento di una documentata illustrazione della mostra, attraverso il volume “262” edito dall’Aab, per la serie “monografie di artisti bresciani”, come supporto disponibile in loco, a possibile traccia di un ulteriore approfondimento, grazie ai contenuti sottoscritti da Massimo Tedeschi, Marifulvia Matteazzi Alberti e Antonella Soccini ed anche di Vittorio Spampinato, il quale, tra l’altro, scrive: “(…) In un’opera di Abeni c’è tutto quel che ci può attrarre e affascinare. C’è, infatti, un modo di fare pittura che ci conduce per mano in una chiara lettura di intenti, in una ben strutturata capacità di elevate prestazioni tecniche, e soprattutto, c’è la poesia dell’estetica e della semiotica grazie ad un’efficace e, definirei, finalmente bella figurazione naturalistica sensibile e moderna”.

Il pittore Giancarlo Abeni, con al proprio attivo una serie di premi e di segnalazioni per meriti artistici, fin dagli anni ad esordio della propria attività pittorica, avvenuta nella settima decade del Novecento, ha esposto in numerose gallerie, oltre che nella natia località lacustre, a Mantova, a Verona, a Bologna, a Genova, a Vicenza, ad Abano Terme, a Stra, a Padova, a Seriate ed a Milano, consegnando, al sodalizio degli appassionati bresciani, la prima propria personale nel capoluogo provinciale di vicendevole pertinenza.

La stagione in corso, compresente all’esposizione stessa, pare contribuisce ad offrire alcuni spunti in più nella visione delle opere in mostra, dal momento che la pittura di Giancarlo Abeni appare anche come una riflessione sulla luce, nelle rifrazioni cromatiche del Creato, su quella delicatezza di contorni che, nella fredda conversione stagionale, si raccolgono in tonalità di maggior impatto, nel particolare, rispetto a quanto pare avvenga nella generalizzazione di un più esteso gravame solare, nella consueta calda illuminazione che ogni cosa va a esaltare.

La luce, propria di questi giorni brevi e pure in corsa, è meno disponibile che in altri periodi dell’anno, ma sempre regina di preziosi distinguo nell’irraggiamento del suo manifestarsi che l’autore interpreta funzionalmente ad una non facile scelta selettiva per la produzione di scenari immersi nella suggestione di una specificità esclusiva.

Questo rapporto, determinante con la luce, avviene anche in tele infuocate, dove la portata del riverbero cromatico che la sottintende, travasata nel rosso, pare abbia ispirato, insieme ad una naturale immedesimazione in un dato frangente temporale, l’opera testualmente detta “Orizzonte rosso”, analogamente ai richiami verso la bella stagione con il paio di dipinti, dal titolo “Estate”, assicurando il vigore luminoso ed impattante delle più calde pigmentazioni, fedeli a tale stagione.

L’autunno, parimenti detto, è pure presente in mostra, come, a sotterranea verve creativa, pare rivelarsi implicito, anche là, dove è più artisticamente difficile la partita, nel gioco di luce e di colore, entro spazi di confronto più chiusi, commisurati al tempo osservato, sopra quanto il momento si piega ad essere rilevato in un delicato ottudindimento, secondo frammenti riflessivi di un poetico estraniamento.