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Eccomi, vi do il benvenuto cominciando con un bell’inchino. Come gesto di saluto, di rispetto, di invito per cominciare qualcosa di bello insieme.

Il gesto dell’inchino fa parte delle tradizioni umane più antiche: nonostante oggi non sia più in uso, conosciamo bene il suo significato, e quando lo vediamo nel nostro immaginario rievoca immediatamente un atteggiamento di cordialità e apertura.

Ma a quanto pare non siamo gli unici ad utilizzare questa forma di ‘riverenza’ per predisporre qualcuno ad un rapporto di amicizia. Viene chiamato inchino anche la posizione che prendono i cani quando si trovano di fronte ad un amico, nuovo o già conosciuto, ed hanno voglia di intraprendere un gioco.

Zampe davanti piegate, sedere bello in alto, bocca leggermente aperta quasi a sembrare un sorriso: spesso utilizzano questo gesto anche con noi umani, e ci stanno dicendo: “Allora, si gioca insieme?!”

Soprattutto è un invito a considerare gioco tutto ciò che succede successivamente: proprio come fanno due buoni amici, si può scherzare, ci si può mordicchiare, attaccare, rincorrere… Ma nessuna paura, ci stiamo solo divertendo!

Se stiamo passeggiando con Fido al guinzaglio, ed incontriamo un altro cane, quasi sicuramente i due cercheranno di avvicinarsi, annusarsi: in altre parole conoscersi. Spesso la nostra paura è quella di incontrare soggetti poco amichevoli, e di non saper gestire un’eventuale lite.

In questo caso, se lo sconosciuto ci saluta con un inchino, le sue intenzioni saranno subito molto chiare, segno che possiamo far avvicinare il Fido senza timore.

Non sempre l’inchino viene utilizzato per cominciare un gioco: in alcuni casi può essere anche un gesto di sottomissione dettato dalla tensione, un modo per dire all’altro cane: “Mi fai un po’ paura, io non ho nessuna intenzione di attaccarti”.

La posizione del corpo è la stessa, ma l’atteggiamento è diverso: il corpo è rigido, le orecchie possono essere tirate indietro, la coda è tesa.

In questo caso sarà meglio rispettare il suo disagio, e allontanare l’altro cane.

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Tiziana Cremesini è diplomata in Naturopatia e Counseling
presso l’Istituto di Medicina Globale di Padova.
La sua  formazione scolastica è stata rivolta alle persone, ma allo stesso tempo ha deciso di dedicarsi anche alla naturopatia veterinaria, tanto da dedicare a questo argomento la tesi di diploma.

Molti si chiedono se la sua ‘arte’ si rivolga alle persone o agli animali.
Lei non ci vedo differenza né confine: in quanto Naturopata, ritiere di doversi prendere cura di ogni creatura allo stesso modo, e con la stessa attenzione.

Ha frequentato la Scuola di interazione uomo – animale diventando referente di Zooantropologia assistenziale (Pet-Therapy).

Collabora regolarmente con i progetti di Cerco di Volare (con la rubrica Ben-Essere animale), piccola impresa che nasce con l’obiettivo di diffondere principi di ecocultura e crescita personale, e creare proposte ecocompatibili ed ad alto contenuto etico, capaci di destinare una parte dei profitti a serie e meritevoli organizzazioni No Profit.

Nel 2011 ha vinto il premio letterario “Firenze per le Culture di Pace” in memoria di Tiziano Terzani, con il brano “Io scelgo di non uccidere”. Per la prima volta in questo concorso dedicato alla pace, è stato inserito un brano in cui si parla di diritti animali, antispecismo, scelta vegetariana: un riconoscimento importante, che sancisce un percorso iniziato già da tempo, e che ha come obiettivo la sensibilizzazione delle persone verso gli animali.

Tiziana presta consulenze sia per le persone che per gli animali e organizza corsi e incontri per divulgare la conoscenza della naturopatia e promuovere un approccio alla vita più sensibile e consapevole.

Ha anche un blog personale: Ben-Essere Animale

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Tiziana Cremesini
Naturopata, per persone o per animali ? Molti me lo chiedono… Io non vedo differenza, non vedo il confine: in quanto Naturopata, ritengo di dovermi prendere cura di ogni creatura allo stesso modo, e con la stessa attenzione.

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