Ci risiamo. Nel nome della difesa dalle fake news, dal cyberbullismo, dalla violenza in rete, della privacy violata, un emendamento firmato dal deputato Pd Davide Baruffi (che si dice sia assai vicino al ministro Orlando) rischia di cancellare molte libertà su Internet. Contenuti, parole, immagini e interi siti possono essere a rischio.

L’emendamento è passato inosservato la scorsa settimana alla Camera inserito all’ultimo momento nelle «Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2017». Se verrà confermato anche al Senato, entrerà direttamente in vigore.

“In Italia – spiega l’avvocato Fulvio Sarzana che per primo si è accorto dell’emendamento, che ha scritto un appassionato e circostanziato post sul blog che tiene sul Fatto Quotidiano e che è anche il legale che difende Altroconsumo – il diritto d’autore è molto stringente. Non ci sono le stesse tutele riservate, come ad esempio in America, al fair use, ovvero alla legittimità dell’utilizzo di un’opera senza scopo di lucro”.

Con Sarzana a protestare ci sono anche i provider indipendenti (Assoprovider): “La norma – spiegano – conferisce all’Agcom il potere di cancellare siti web, blog e forum. E di farlo su richiesta delle grandi multinazionali dei contenuti”.

Cosa prevede questa norma? Semplicemente che, su richiesta di chiunque, l’Agcom – l’Autorità Amministrativa che vigila sulle comunicazioni – possa disporre solo la cancellazione del contenuto di un sito.

La norma si applica a tutte le piattaforme elettroniche, quindi anche a Facebook, Youtube, Instagram, Twitter fino a blog e forum.

La norma europea prevede che se qualche malcapitato si ritrova il sito bloccato in virtù di una sentenza del giudice può presentare un reclamo ad un altro giudice e contestare la decisione di chiudere il sito (o il blog). In Italia a decidere sarà sempre l’Agcom. E chissà in quanto tempo.