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Chi frequenta Facebook se ne sarà accorto: per tutta l’estate è girato un post, diventato presto virale e quindi condiviso da migliaia di persone, che spiegava che un nuovo algoritmo del social faceva comparire sulla propria pagina i post di solo una dozzina di amici. Sempre gli stessi. Notizia falsa.

E che dire di quel post che negli Stati Uniti, sempre questa estate, denunciava la morte di centinaia di persone per colpa di un nuovo ragno killer? Anche questa una notizia falsa che però ha fatto il giro del continente e messo in allarme milioni di persone.

Una delle ultime fake news italiane riguarda purtroppo la tragedia del ponte Morandi di Genova. Nei giorni successivi al crollo è girata sui social una foto prima dell’incidente che mostrava evidenti problemi alle travi dei piloni. Ma era un’immagine del ponte di Ripafratta, nel pisano, e risale a vari anni fa.

Falsa anche l’immagine, indubbiamente suggestiva, del cane che veniva trasportato con un carrellino sospeso per raggiungere le macerie del ponte genovese. Quel biondo soccorritore era uno dei cani soccorso del World Trade Center, il 15 settembre 2001.

Quindi l’insegnamento per tutti è questo: non condividiamo a caso, ma controlliamo prima la veridicità delle informazioni.

I mezzi ci sono. Dal mitico Disinformatico di Paolo Attivissimo, storico cacciatore di bufale, a Snopes, non molto famoso in Italia ma uno dei migliori siti di fact-checking al mondo: uno di quelli che da oltre 20 anni provano, riuscendoci spesso, a smentire bufale, leggende metropolitane, dichiarazioni false e dati inesatti.

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