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Ricordate la vicenda che ha portato alla chiusura di Google+? Il colosso dal 2015 aveva reso accessibili i dati di 500mila persone, ma non l’ha comunicato fino a quando il Wall Street Journal non ha fatto emergere la questione.

Questa vicenda, come tante altre, comprese le nostre dirette esperienze, ha portato molti utenti di social network e motori di ricerca a riflettere sull’esigenza di tutelare in modo concreto la propria privacy.

Una delle soluzioni, è quella di usare un motore di ricerca capace di tutelare la privacy degli utenti. DuckDuckGo è un ottimo esempio.

Questo motore di ricerca non è affatto nuovo, ha già 10 anni e dall’anno scorso ha aumentato del 50% il suo traffico raggiungendo le 30 milioni di ricerche al giorno.

Utilizzarlo è facilissimo. Basta collegarsi alla homepage e inserire le parole da cercare nell’apposito spazio. Proprio come come Google durante la digitazione della chiave di ricerca si attivano automaticamente i suggerimenti per completare la richiesta. E i risultati sono visualizzati sotto forma di elenco con un paio di righe di riassunto.

DuckDuck Go non chiede di registrarvi, non crea un profilo utente, non memorizza i risultati delle ricerche e non propone risultati sponsorizzati.

Il risultato? Presto detto: se fate una ricerca per un tour organizzato in California non sarete sommersi di pubblicità con le offerte dei voli per San Francisco o Los Angeles, non sarete perseguitati da banner per noleggiare l’auto perfetta o trovare l’hotel o l’appartamento migliore.

Dopo la ricerca, sia voi che la California approderete nella terra dell’oblio. Con annessa e tutelata privacy. 

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