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Domenica 30 settembre Nathan Labolani è morto, ucciso da un cacciatore. Nathan aveva 19 anni. Chi la ucciso pochi più di lui.

Nathan era in un bosco di Apricale in provincia di Imperia. Era mattina presto e stava passeggiando con il suo cane. Il rumore dei suoi passi l’hanno tradito: il cacciatore l’ha scambiato per un cinghiale e ha sparato, colpendolo in pieno.

Nathan purtroppo non è l’unica vittima della caccia. A Cesena un bambino di 8 anni è stato ferito alla schiena dai pallini mentre si trovava in cortile; a Rimini sulla pista ciclabile, un ciclista è stato colpito al volto dalla fucilata di un cacciatore; a Faenza tre raccoglitori di kiwi sono stati centrati da un cacciatore di lepri; a Sesto Fiorentino i pallini di piombo sono arrivati sul tavolo di un ristorante dove una famiglia con un bambino piccolo stava pranzando.

A un mese dall’apertura della stagione venatoria, tenendo conto delle pre aperture autorizzate in 16 regioni, sono 17 le persone impallinate dai fucili da caccia: 4 morti e 13 feriti.

Fanno rabbrividire i numeri della passata stagione venatoria (in tutto 98 giornate disponibili,5 su 7, e 64 fruibili effettivamente da ogni cacciatore, 3 su 5). 115 sono state in tutto le vittime di caccia e di cacciatori. 34 erano civili: 24 sono stati feriti, 10 sono morti. 81 le vittime fra i cacciatori di cui 61 feriti e 20 morti.

I dati vengono raccolti ogni giorno dal 2007 da un’associazione che dà conto di cosa succede nelle nostre campagne, fra i boschi, sulle montagne: associazione Vittime della caccia.

“Nessuna fatalità, a causa dei cacciatori continuano a morire degli innocenti e le responsabilità anche politiche sono evidenti: Nathan è stato scambiato per un cinghiale perché la caccia al cinghiale è stata anticipata di due settimane in Liguria.

Se il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti non avesse firmato questo anticipo, peraltro illegittimo, attuato nonostante il parere scientifico contrario dell’ISPRA, con un TAR che colpevolmente non si è ancora espresso in merito al ricorso che noi della LAV e altre associazioni abbiamo presentato, il giovanissimo Nathan sarebbe ancora vivo! 

Chi parla è Massimo Vitturi, responsabile LAV animali selvatici che rincara la dose:” Una passeggiata nel bosco con il cane non può trasformarsi in una tragedia: chiediamo la revoca permanente del porto d’armi per il cacciatore che ha ucciso Nathan e per coloro che si sono macchiati di uccisioni o ferimenti con armi da caccia.

Il cacciatore che ha interrotto brutalmente la vita di un ragazzo appena maggiorenne è un criminale! Delle due l’una: o ha sparato sapendo a chi sparava e quindi è un criminale assassino, oppure ha sparato senza sapere chi fosse inquadrato nel suo mirino, il che è ugualmente criminale.

Ora che sta per iniziare la stagione di raccolta dei funghi, per evitare nuovi incidenti, chiediamo al Ministro degli Interni Salvini, a proposito di vera sicurezza, un Decreto urgente con il quale fermi la caccia almeno di sabato e di domenica: la sicurezza di tutti i cittadini deve essere garantita tanto nella legittima proprietà privata, quanto in un bosco. Invitiamo il vice Presidente Di Maio e il Ministro dell’Ambiente Costa a sostenere questa proposta”.

“Dal nostro punto di vista non c’è dubbio che sia indispensabile sospendere la stagione venatoria e sottoporre a nuovi e più approfonditi esami tutti i cacciatori, prima che ci siano altre vittime – prosegue Massimo Vitturi – Inoltre vi è un problema aggiuntivo di sicurezza pubblica, legato alla difficoltà di far arrivare in modo tempestivo i soccorsi in aree boschive: un elemento da non trascurare perché può fare la differenza tra la vita e la morte, in casi come la tragedia che ha colpito Nathan.

LAV invita tutti a firmare la petizione #BASTASPARARE: “La caccia è un abominio e per questo deve essere abolita, quanto accaduto ieri lo dimostra definitivamente. A breve presenteremo il nostro progetto di legge per l’abolizione di questa pratica sanguinaria, sostenetelo firmando la petizione #BASTASPARARE”.

 

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