E’ un’evidenza ormai per ognuno di noi che per lavoro o per piacere frequenta il web: ogni azione che facciamo online viene registrata, ogni dato personale che carichiamo e condividiamo su social network, motori di ricerca e altri servizi online “abitano” i vari server e nessuno di noi sa esattamente come le aziende li utilizzano.

Quel che sappiamo è che ci basta fare una ricerca su un volo aereo per Lisbona, per esempio, e vediamo i nostri profili Facebook, Google e anche la nostra posta, inondata di messaggi pubblicitari inerenti alla nostra ricerca.

La protezione dei dati e della nostra privacy è un problema molto attuale.

A proteggerci ci sta provando sir Tim Berners -Lee, l’uomo, il professore, il visionario che ha inventato il World Wide Web e che ha lanciato da poche settimane Inrupt, una startup la cui missione a breve termine è aiutare le persone a controllare i propri dati e a lungo termine di costruire l’internet del futuro.

L’offerta principale della neonata start up è Solid, una piattaforma che consente di decidere come si desidera memorizzare i propri dati.

Che siano i nostri contatti oppure le foto, la libreria musicale o gli eventi del calendario e tutto ciò che fa parte della nostra vita pubblica online.

I dati vengono archiviati in un POD. Personal Online Data Store, un “luogo” sicuro su un server ospitato o un server personale. Ogni utente riceve anche un’identità associata a questo POD.

E’ possibile già ora creare un POD e un account Solid Identity gratuitamente ed è già disponibile un sistema di base per aggiungere contenuti. Se funzionerà, sarà una rivoluzione.