Manuel Rabines è direttore generale di Fenacrep, la federazione nazionale peruviana di cooperative di risparmio e credito con cui Cassa Padana collabora da anni. Lo scorso luglio, a Glasgow, è stato nominato presidente del Consiglio Mondiale delle Cooperative di Risparmio e Credito. Con lui abbiamo parlato del futuro della cooperazione.

Le cooperative come hanno cambiato la sua vita? E come lei ha cambiato la vita delle cooperative?
Quando, quarantanove anni fa, uscii dall’università, il mio primo impiego fu in una cooperativa di risparmio e credito. In quella cooperativa gli unici professionisti eravamo il direttore ed io. Lavorammo duro e la ricompensa fu che, negli anni seguenti, vedemmo quella stessa cooperativa diventare la più grande del Perù e dell’America Latina.
Il cooperativismo ebbe un effetto molto importante su di me, mi diede qualcosa di inestimabile: una coscienza sociale. E cambiò la mia vita in positivo. Vi posso confessare che sin da quando iniziai la mia carriera, mi vennero offerte parecchie opportunità di uscita dal movimento a condizioni economiche vantaggiose. Non le accettai mai.
Ho avuto l’opportunità di lavorare in un settore come quello della cooperazione nel quale mi identifico e non ho rimpianti. Il denaro non è tutto. Risale allo scorso luglio la sua elezione alla Presidenza del Consiglio Mondiale delle cooperative (WOCCU) di risparmio e credito. L’ultimo presidente latino-americano fu, più di 27 anni fa, Rocael Garcia, un guatemalteco.

Perché è passato così tanto tempo prima che un altro presidente latino-americano venisse eletto e perché proprio ora la sua elezione?
Mentre gli Stati che hanno avuto un presidente del movimento cooperativo hanno permesso ai propri rappresentanti di fare carriera all’interno del Consiglio Mondiale delle Cooperative per diversi anni, i Paesi latinoamericani hanno cambiato spesso i propri rappresentanti. Io sono arrivato a questa posizione perché ho avuto l’opportunità di essere rappresentante del movimento cooperativo peruviano all’interno del WOCCU per 12 anni.

In che modo pensa che la sua elezione aiuterà le cooperative di risparmio e credito peruviane?
Questo mio riconoscimento è stato accolto molto bene dalle cooperative peruviane che hanno iniziato a dimostrare un maggiore impegno nel rispettare le raccomandazioni date da FENCREP per il miglioramento della loro gestione.

Come cambierà la sua vita con questo nuovo incarico e qual è stata la sua maggiore soddisfazione nel lavorare per Fenacrep?
Questa nuova posizione mi dà l’opportunità di realizzare attività con organismi come il Parlamento Europeo e il Comitato di Basilea, che con le loro normative influenzano tutto il mondo finanziario. Il nostro obiettivo è di giungere ad una legislazione specifica sulle cooperative di risparmio e credito che sappia riconoscere le differenze tra un’istituzione finanziaria con fini di lucro e una con funzione e missione sociale.
Ho iniziato a lavorare per Fenacrep quando l’industria finanziaria nazionale era in crisi e ho la soddisfazione di poter dire che ho potuto dare un contributo con la mia esperienza per la stabilizzazione delle cooperative peruviane. Attualmente siamo il settimo movimento cooperativo più grande d’America.

Cosa possono insegnare le cooperative di risparmio e credito al mondo?
Possiamo contare su una serie di esperienze e iniziative basate su tecnologie che potrebbero servire a cooperative di altri paesi. Abbiamo esperienze di successo come quelle del finanziamento di catene produttive in ambito agricolo, premiata da USAID come uno dei suoi migliori progetti a livello regionale; allo stesso modo, siamo azionisti di una rete di servizi cooperativi denominati Kuskanet i quali, attraverso una piattaforma tecnologica, portano alle cooperative peruviane servizi tra i quali le carte di debito e gli sportelli bancomat, per raggiungere i soci fisicamente più distanti.

Cooperative di credito e crisi: le cooperative hanno più chance di sopravvivere, come già successe in passate epoche di crisi, o corrono il rischio di scomparire?
In seguito all’ultima crisi finanziaria mondiale, anche le Cooperative di risparmio e credito sono rimaste colpite ma l’impatto non è stato così significativo, per due ordini di motivi: i crediti sono diversificati su vari tipi di attività commerciali e per lo più sono di piccola entità. Anche in tempo di crisi, i piccoli produttori hanno saputo rispondere ai propri impegni finanziari, infatti nella crisi del 2008 la crescita percentuale delle cooperative è stata considerevolmente superiore rispetto a quella della banca, arrivando a ridurre i propri indici di morosità.

Il mondo sarebbe migliore o peggiore senza cooperative di risparmio e credito?
Le cooperative in tutto il mondo sono scuole di democrazia e generano benessere per milioni di persone.Per esempio, qui in Perù abbiamo avuto il problema del terrorismo ma le cooperative non sono mai state attaccate perché si sapeva che appartenevano al popolo. In Perù il cooperativismo ha insegnato alle persone che la soluzione ai problemi sociali del paese passa attraverso l’impegno personale. Formare le proprie cooperative o esserne parte è stato per queste persone di grande aiuto per vincere sfide personali, migliorare la qualità della propria vita ed essere cittadini più produttivi per la società. In altre parole, le cooperative offrono benessere al socio e alla sua famiglia.

Un difetto e un pregio delle cooperative di credito.
Il difetto: il problema della governance, soprattutto nei paesi emergenti dove ancora dobbiamo imparare a gestire al meglio i conflitti interni tra gli organi di governo.
Il pregio: grazie a noi centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo hanno cambiato in meglio la propria vita e continueremo in questo modo!

Elisabetta Berto
Mantovana d'origine, cittadina del mondo per necessitá. Dopo gli studi a Milano intraprende un personale percorso di approfondimento della finanza per lo sviluppo che la porta prima in Kosovo, poi in Ecuador e, infine, in Argentina. Lí ritrova se stessa. Adora i tortelli di zucca, non può fare a meno del canto e dello spagnolo. Calvino il primo amore, Borges un compagno per la vita. Colore preferito: rouge d'Armani 400.