Cinque inviati speciali che raccontano cinque storie particolari, vicende umane forti narrate senza buonismo e con grande professionalità. Si chiama “inviati speciali” ed è un nuovo programma, in onda per cinque puntate alle 20.15 su Rai3. Appuntamento fino al 5 gennaio, per un inizio 2018 all’insegna del racconto.

Il racconto di “Inviati speciali” comincia in una redazione giornalistica, quando i vari giornalisti presenti animano una riunione di redazione discutendo le varie proposte arrivate all’attenzione.

L’assemblea decide quale storia seguire e la affida ad uno dei giornalisti presenti, il quale parte così per realizzare il suo reportage. Seguirà quindi i protagonisti delle varie storie scelte nei loro luoghi, conoscerà il loro ambiente, parlerà con le persone che li conoscono e così facendo racconterà la loro storia.

Le vicende raccontate sono forti, contemporanee, niente affatto buoniste. Vicende che parlano di sentimenti e tematiche universali come amore, amicizia, lavoro, innovazione, arte.

C’è la storia dello scultore non vedente Felice Tagliaferri e quella di Giambattista Tshiombo, un medico tetraplegico che sta muovendo i primi passi con l’esoscheletro, o ancora l’esperienza del gruppo degli “Spingitori” che partecipano alla maratona col loro amico Fabrizio in carrozzina. E altre ancora.

Le storie di “Inviati speciali” toccano il cuore e fanno riflettere, facendo entrare il telespettatore in contatto con mondi nuovi, complessi, a volte duri e faticosi, altre volte belli e commoventi, ma comunque ricchi di umanità e abilità diverse.

La particolarità di “Inviati speciali” è che anche i giornalisti sono persone che hanno una storia, la loro storia, da raccontare. Tutti hanno in comune il fatto di esser giornalisti o blogger, di lavorare a titolo di volontariato e di essere legati, in un modo o nell’altro, al tema della disabilità.

Fra di loro c’è una persona in sedia a ruote per via di un incidente stradale, c’è la madre di un ragazzo autistico, c’è la ballerina nata e cresciuta senza braccia, ci sono professionisti “normodotati” con il pallino delle storie “diverse”.

I loro nomi sono conosciuti a chi conosce la disabilità: Alessandro Cannavò, Antonio Malafarina, Claudio Arrigoni, Simona Atzori, Simone Fanti, Simonetta Morelli. “Inviati speciali”, liberamente ispirato all’esperienza di InVisibili, il blog del Corriere della Sera, è un programma di Marco Piazza e Vito Foderà con la regia di Gabriele Gravagna.